Abuso contratti a termine precari scuola. Corte Costituzionale si esprimerà il 17 maggio: cosa aspettarsi

Stampa

lettera – In Italia e in altri paesi di origine greco-latina il 17 viene considerato un numero particolarmente sfortunato. Per più di 160 mila Docenti precari il 17 potrebbe essere ricordato come un giorno più che fortunato. 

lettera – In Italia e in altri paesi di origine greco-latina il 17 viene considerato un numero particolarmente sfortunato. Per più di 160 mila Docenti precari il 17 potrebbe essere ricordato come un giorno più che fortunato. 

Si tratta del prossimo 17 Maggio quando la Consulta sarà chiamata a dare la propria interpretazione sulla sentenza della Corte di Giustizia Europea datata 26 Novembre 2014. Dico “potrebbe essere fortunato” perché i primi segnali non sono stati così incoraggianti, la Corte Costituzionale inizialmente aveva fissato l’udienza il 23 Giugno 2015, due giorni prima che il Senato approvasse il disegno di legge “La buona scuola”, proprio questa circostanza ha fatto rinviare il proprio pronunciamento. Si arriva così al 17 Maggio nel mezzo degli scritti del tanto discusso “concorso truffa”, cosa aspettarsi?

  1. La Corte Costituzionale, visto l’impegno del Governo nella stabilizzazione dei precari iniziato a Settembre 2015 potrebbe ritenere incompatibili le richieste della Corte di Giustizia Europea riguardo il reclutamento pubblico nel sistema scolastico;

  2. Potrebbe esprimersi favorevolmente, condannando il MIUR alla stabilizzazione di tutti i precari che hanno maturato 36 mesi di servizio, e avviare il processo di risarcimento dei danni;

  3. Soluzione all’italiana…

Credo che sia pensiero comune di tutti i colleghi vivere questo momento come uno dei più difficili per quello che riguarda il futuro lavorativo; per anni abbiamo prestato la nostra professionalità garantendo un pubblico servizio, quello dell’istruzione. Siamo quelli che hanno permesso di tenere le scuole aperte, accogliendo e formando le nuove generazioni che rappresentano il futuro di questa nazione. Una nazione che nell’articolo 1 recita:

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Voglio sperare che questo governo conosca il significato di questo articolo, e voglio sperare che il nostro futuro non dipenda dalla superstizione legata ad un numero.

Docente seconda fascia

Vincenzo Zito

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur