Abrogare il concorso – beffa e riaprire le Gae, il lavoro è un diritto e la legge deve essere uguale per tutti. Lettera

di redazione
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Lia Minicozzi – Pur riconoscendo all’ On Pittoni  l’impegno profuso per tamponare i danni della 107 ( es. abolizione del comma 131), la questione dei diplomati magistrali, le iniziative in atto per restituire dignità ai docenti precari, bisogna evidenziare che il problema, gravissimo, dei precari storici resta aperto in tutta la sua drammatica evidenza.

Sappiamo perfettamente che il governo non è operativo ma sappiamo altrettanto bene che il concorso – beffa continua ad essere presentato come la panacea  che immetterà in ruolo I precari storici, in tal senso c’è chi mente sapendo di mentire.

La questione Diplomati Magistrali riguarda il precariato scolastico ma non è analoga a quella dei precari storici della scuola secondaria di 1 e 2 grado, per quest’ultimi lo Stato ha bandito un concorso – beffa ( del quale ho parlato  in un articolo pubblicato su Orizzonte Scuola), che secondo il Governo, rappresenterebbe la soluzione per i precari storici in quanto sarebbero immessi tutti in ruolo ma, di fatto, così non è…. Ho evidenziato le discriminazioni e le criticità in un precedente articolo. In qualità di docenti precari chiediamo la riapertura delle Gae e quindi la stabilizzazione in quanto questa è l’unica strada che potrebbe sanare, in parte, le discriminazioni subite nel corso degli anni. Quando si dice che nella Gae ci sono docenti che hanno superato un concorso si dice una grave in esattezza  perché, come ha chiarito il Presidente Anief, Pacifico ( Mi riferisco in questo momento ai docenti delle scuole medie e superiori) fino al 2008 sono stati inseriti in Gae ed immessi in ruolo.

La legge 124/99 ha previsto un doppio canale di reclutamento, uno riservato agli idonei dei concorsi a cattedra da inserire in  graduatorie di merito, ed uno riservato ai docenti in possesso di abilitazione.

Con la legge 124 del 1999 si affermò che “l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola dell’Infanzia, primaria e secondaria doveva aver luogo per il 50% dei posti annualmente assegnabili, mediante concorsi per titoli ed esami e per il restante 50%, attingendo alle graduatorie permanenti. La graduatoria permanente, nel 1999,fu divisa in tre fasce

I) la prima fascia riservata esclusivamente ai docenti già inseriti nel secondo canale;
II) la seconda a coloro che nel 1999 avevano l’abilitazione e 360 giorni di servizio
III) la terza a coloro che, nel concorso avrebbero conseguito solo l’abilitazione

Nella terza fascia furono inseriti anche i docenti in possesso di “abilitazioni riservate” conseguire negli anni 1999- 2000-2001, previste proprio dalla L. 124.

Le prime due fasce furono chiuse perché ad esaurimento mentre nella terza confluirono I docenti via, via abilitati. Nel triennio 1999-2001, si abilitano quasi 200.000 docenti, grazie alle abilitazioni conseguite al termine dei corsi riservati, alle idoneità conseguite al concorso a cattedra, all’esame di abilitazione conseguito dagli abilitati del I ciclo SSIS.Il primo aggiornamento delle graduatorie permanenti avvenne nel febbraio 2002 e si portasse fino al 2007 con l’inserimento degli abilitati Siss, man, mano che conseguivano le abilitazioni. La legge 296/2006, trasformò le graduatorie da permanenti ad esaurimento con un piano straordinario di 150.000 immissioni in ruolo.

La legge 169/08  permise di inserire nelle graduatorie ad esaurimento, i docenti abilitati iscritti al IX ciclo Siss. Nel corso degli anni i docenti precari hanno continuato a svolgere supplenze e conseguire abilitazioni. Ai corsi abilitanti Siss si accedeva dopo aver superato dei test a risposta multipla il cui risultato, sommato al punteggio di Laurea, con sentiva al docente di inserirsi in una graduatoria dalla quale si poteva accedere al corso abilitante in virtù del punteggio acquisito.

Nel 2008 le Gae sono state chiuse ma i docenti precari sono stati utilizzati sia per supplenze che per incarichi annuali su cattedra. A questi docenti è stata data la possibilità di abilitarsi con corsi analoghi alla vecchia Siss, diversi solo nella denominazione, come, ad esempio, il TFA ( Tirocinio Formativo Attivo) .

Successivamente lo Stato per i docenti che avevano svolto almeno tre anni di servizio su cattedra vacante ha istituto I PAS, Percorsi Abilitanti Speciali senza test di accesso a risposta multipla, questo perché, in linea con la sentenza europea, né riconosceva la professionalità acquisita in itinere. Questi docenti, ad oggi, continuano a svolgere i loro incarichi e giustamente rivendicano la stabilizzazione in quanto hanno gli stessi diritti se non maggiori ( per abuso di precariato) di quelli acquisiti dai colleghi immessi in ruolo fino al 2008.

Per essere più chiara ricordo che ad essere immessi in ruolo sono stati anche tantissimi colleghi che nel 2005,avendo svolto solo 360 giorni di servizio hanno frequentato un corso abilitante non selettivo e sono stati inseriti in Gae quindi in ruolo.

Il Governo non solo continua ad usare i precari storici come tappabuchi ma crea anche disparità tra abilitazioni attribuendo punteggi diversi ad analoghi percorsi abilitanti.

Se io Stato creo un PAS riconosco la professionalità docente, l’abilitazione è unica, non esistono abilitazioni di serie A e abilitazioni di serie B.

Anche sotto questo aspetto il bando e discriminatorio, infatti attribuisce  punteggi diversi ad abilitazioni TFA e PAS. Sono convinta che solo la riapertura delle Gae potrebbe ripeto, in parte, sanare, questa situazione, perché ognuno sarebbe graduato secondo titoli e punteggi acquisiti.

Se davvero si vuole ripristinare un minimo di giustizia bisogna  riaprire le Gae o creare un ulteriore canale di assunzioni dalla II fascia di Istituto, rispettando titoli e punteggi di ognuno.

Infine, se di giustizia vogliamo parlare bisogna consentire anche ai colleghi di terza fascia con anni di docenza, di abilitarsi con corsi idonei. Se si vuole creare un nuovo modello di reclutamento lo si faccia per le nuove generazioni.

Basta con situazioni discriminanti e lesive della nostra dignità. Comunque, per una volta, mi fa piacere essere docente che vive sulla propria pelle questo scempio e nel contempo una giornalista in grado di documentare questa realtà a 360 gradi, una situazione assurda e paradossale che lo Stato deve risolvere essendo il primo garante di diritto e giustizia per tutti.

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