Abolizione dei voti a scuola, l’associazione La Nostra Scuola-Agorà 33: “Attenzione ai falsi miti e alle semplificazioni”

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In un’epoca di crescente sperimentazione pedagogica e di rinnovamento del sistema educativo, il ruolo del voto come strumento di valutazione è al centro di accesi dibattiti. L’Associazione Agorà 33 e il Gruppo La nostra scuola gettano luce su alcune posizioni spesso misconosciute.

I punti al centro del dibattito

  1. I voti ostacolano l’apprendimento? È sorprendente come alcuni possano basarsi su esperimenti di natura casalinga per avanzare questa affermazione, ignorando la vasta gamma di situazioni e dinamiche che caratterizzano il contesto scolastico.
  2. Voti finali senza quelli intermedi? Proporre di mantenere solo i voti finali, pur mantenendo la loro validità legale, è insensato. Il voto, pur essendo un’approssimazione, dovrebbe essere dato più volte all’anno per fornire indicazioni chiare sul progresso dello studente.
  3. Il voto sostituisce la spiegazione dell’errore? È una generalizzazione errata. La maggioranza degli insegnanti spiega il significato dietro ogni voto, rendendolo parte integrante della relazione educativa.
  4. Valutare tutto ciò che gli studenti producono? Chi lo propone? Ciò che è evidente è che c’è una vasta gamma di opzioni tra la valutazione di ogni singolo compito e la valutazione solo alla fine del periodo.
  5. Valutare per trasformare o riprodurre? Ridurre il voto a un semplice strumento di “riproduzione” è un oversimplification. È fondamentale considerare il contesto e le motivazioni che stanno dietro l’assegnazione di ogni voto.
  6. Il voto per evitare la responsabilità? Contrariamente a questa percezione, assegnare e spiegare i voti è un modo per gli insegnanti di assumersi pienamente la responsabilità dell’apprendimento degli studenti.

Il dibattito sui voti è sicuramente complesso, ma è essenziale che le discussioni siano basate su comprensioni concrete e non su miti. L’impegno dell’Associazione Agorà 33 e del Gruppo La nostra scuola è proprio questo: chiarire, informare e promuovere un sistema educativo equo e trasparente.

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