Abilitazione per precari storici, puntare su test psico attitudinali. Lettera


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Inviato da Daniela Vignali – Gentile Ministra, noi docenti storici della terza fascia non abbiamo chiesto scorciatoie.

Abbiamo chiesto fin dall’inizio un dignitoso e selettivo percorso di abilitazione. Ma se proprio dobbiamo fare un quiz a crocette, allora dovrebbe essere un quiz psico attitudinale. Perché è questa la prima qualità che dovreste valutare in un insegnante: l’attitudine.

Non basta padroneggiare i contenuti, non basta neanche essere chiari espositori. Forse basta per l’università, ma per la scuola no. Per insegnare a scuola occorre la vocazione, serve la capacità di parlare all’emotività dei ragazzi, perché è con quella che apprendono, non con la razionalità. Lo dicono anche le neuroscienze e la psicologia. I lobi frontali, dove risiede la razionalità, si sviluppano in un ragazzo attorno ai 18/20 anni. Prima di quell’età, i ragazzi apprendono attraverso le emozioni. Un insegnante che non è in grado di parlare alle emozioni dei suoi ragazzi, è un insegnante che ha fallito il suo compito.

La psicologia dello sviluppo che giustamente ci chiedete di studiare, ci insegna questo. E allora perché non farne il primo strumento di selezione?
Ci valuti prima di tutto per questa capacità. E solo successivamente sui contenuti della materia e sulla didattica. Perché solo così avrà fatto una selezione efficace. Come può un quizzone nozionistico darle la garanzia che sta mettendo in cattedra un insegnante all’altezza del compito? E come può essere certa di non sbattere la porta in faccia a validissimi insegnanti, che nella corsa contro il tempo di un quizzone di 80 domande in 80 minuti, hanno sbagliato una risposta di troppo?

L’insegnamento è una cosa seria. Un bravo insegnante coltiva talenti, li vede in anticipo e li annaffia, affinché germoglino. Al contrario, un insegnante arido di empatia e di intelligenza emotiva, dirotta destini, demotivando e potando rami all’albero delle possibilità dei suoi ragazzi.

Ministra, noi non vogliamo scorciatoie, ma strumenti selettivi adeguati e rispettosi della nostre capacità e vocazioni.

Grazie per l’attenzione

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