Concorso straordinario per l’abilitazione, Sasso: “in tempi brevi. In ritardo a causa dell’emergenza sanitaria. Mio impegno tenere costante l’attenzione”

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Si è parlato anche di concorso straordinario per l’abilitazione nel corso del question time in commissione cultura alla camera in cui ha risposto il sottosegretario Sasso.

In riferimento all’interrogazione dell’onorevole Toccafondi sul concorso straordinario abilitante previsto già nel 2019, il sottosegretario Rossano Sasso spiega: “Anche questa procedura ha risentito dell’emergenza sanitaria. Ad oggi solo due concorsi si sono svolti: il concorso straordinario per l’immissione in ruolo e il concorso per le discipline stem“.

Il Sottosegretario ha inoltre affermato l’avvio della procedura del concorso abilitante in tempi serrati, tenuto conto dell’andamento epidemiologico e dei necessari accorgimenti.

Gabriele Toccafondi, insiste sull’importanza del percorso di abilitazione, sia per lgi insegnanti della scuola statale ma anche soprattutto per le scuole paritarie: “Gli insegnanti di scuola paritaria non possono essere assunti a tempo indeterminato perchè non hanno l’abilitazione. Ad oggi non abbiamo purtroppo una data per il concorso straordinario abilitante“.

Concetto che Toccafondi ha ribadito in un post su Facebook: “Con il “decreto scuola” del 10 ottobre 2019 era stato previsto un concorso straordinario per consentire alle decine di migliaia di docenti precari di ottenere l’abilitazione all’insegnamento. Questo riconoscimento è, tra l’altro, un requisito fondamentale, richiesto dalla legge, per le scuole paritarie per poter assumere nuovi insegnanti a tempo indeterminato. Oggi ho chiesto con un’interrogazioni notizie di questo concorso, ma la risposta che mi è arrivata non mi soddisfa. Dobbiamo fare in fretta, troppi docenti precari stanno aspettando da ormai troppo tempo!

Il testo dell’interrogazione di Toccafondi

L’abilitazione all’insegnamento riguarda decine e decine di migliaia di docenti precari che, da anni, vorrebbero conseguire il titolo;

sono moltissimi i docenti senza abilitazione che insegnano in scuole statali e non statali e questa situazione rappresenta un’anomalia che non sempre dipende dagli insegnanti, ma dal Ministero dell’istruzione che, dal novembre 2018, abbandonato il percorso FIT (Formazione iniziale e tirocinio), non ha previsto percorsi formativi alternativi, di fatto rendendo impossibile un percorso formativo abilitante;

l’ultimo percorso abilitante è stato attuato nel 2014 e a tal merito con il cosiddetto «decreto scuola», approvato dal Consiglio dei ministri il 10 ottobre 2019, era stato individuato un percorso che prevedeva un concorso straordinario abilitante, che potesse consentire a tanti insegnanti di raggiungere l’abilitazione all’insegnamento, consentendo loro di avere una formazione approfondita e certificata per partecipare a concorsi;

il suddetto percorso formativo avrebbe inoltre garantito a molti docenti di insegnare nelle scuole paritarie non statali appunto al fine di ottenere, dagli uffici scolastici del Ministero, la «parità scolastica» tra i requisiti che garantiscono l’assunzione di insegnanti abilitati all’insegnamento;

il Ministero, in data 21 aprile 2020, ha bandito il concorso straordinario abilitante e il cosiddetto «decreto Sostegni» ha stabilito che dovrà svolgersi entro il 15 dicembre 2021, Tale concorso tuttavia non riguarda i docenti senza abilitazione che insegnano nelle scuole paritarie, le quali rischiano di avere un numero di insegnanti non abilitati maggiore di quelli con abilitazione; si tratta di una situazione non più sostenibile;

in attesa di un’opportuna revisione del percorso formativo e abilitante che chiederà riforme adeguate, ma anche tempo per la sua messa a regime, non è più procrastinabile la necessità del concorso abilitante così come previsto dal cosiddetto «decreto scuola» del 2019 –:

quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare, e con quali tempistiche, volte ad assicurare ai docenti senza abilitazione, che lavorano nelle scuole paritarie la possibilità di partecipare al concorso abilitante, così come previsto dal cosiddetto «decreto scuola» del 2019.

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