Abilitazione insegnamento all’estero: ultimi aggiornamenti sul riconoscimento e ricorsi

di redazione
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Riconoscimento abilitazione insegnamento all’estero: differenze tra Bulgaria e Romania o Spagna. Cosa prevede la normativa alla luce delle recenti disposizioni.

La procedura di riconoscimento dell’abilitazione per l’insegnamento all’estero è stata di recente oggetto di revisione e di chiarimenti. Le novità interpretative hanno aperto anche la strada a ricorsi da parte di precari che dopo la laurea si sono abilitati all’insegnamento fuori Italia e che ora si sentono vittime di un’ingiustizia che lede i loro diritti. Analizziamo più da vicino la questione.

Riconoscimento abilitazione all’estero: procedura online e documenti necessari

Prima di tutto appare opportuno ricordare che dal 24 ottobre scorso non è più possibile chiedere il riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero tramite istanza cartacea. L’unica procedura ammessa sarà quella online tramite la piattaforma Riconoscimento Professione Docente.

La nota del Miur richiama la direttiva 2013/55/UE, recepita in Italia con il decreto legislativo n. 15 del 28 gennaio 2016.

Il riconoscimento è ammesso per le seguenti categorie:
– scuola dell’infanzia;
– scuola primaria;
– scuola secondaria di I grado;
– scuola secondaria di II grado.

E’ condizione necessaria che l’insegnamento trovi corrispondenza nell’ordinamento scolastico italiano. Qualora sussista una differenza nella formazione professionale prevista nei due Paesi, potranno essere richieste misure compensative (prova attitudinale o tirocinio di adattamento presso istituzioni scolastiche italiane).

Riconoscimento abilitazione in Bulgaria e ricorsi per insegnanti abilitati in Romania e Spagna

Sul livello dei corsi non mancano perplessità e critiche. Che si tratti di dubbi fondati o di luoghi comuni non rileva in questa sede, in cui cercheremo di presentare la questione sotto un profilo formale e burocratico legale.

Con nota prot. 9014 del 29 maggio 2018 il Miur ha preso posizione sulla validità della abilitazione all’insegnamento all’estero, ma solo per i titoli acquisiti in Bulgaria. Nello specifico viene inserito tra i requisiti, in applicazione della Direttiva 2013/55/UE, almeno un anno di esperienza professionale a tempo pieno maturata in una scuola bulgara.

La questione delle abilitazioni in Romania non riconosciute in Italia

Tra le destinazioni più gettonate per l’abilitazione all’insegnamento in Europa ci sono Romania e Spagna.

Leggi anche: Master de Profesorado Spagnolo, riconoscimento in Italia: risposte alle FAQ

Il Miur, non concede in automatico il riconoscimento a coloro che hanno seguito un percorso misto, ovvero che dopo aver conseguito la laurea in Italia, hanno ottenuto l’abilitazione all’insegnamento in Romania. Il riconoscimento del titolo abilitante in questo caso viene infatti subordinato al rilascio di un certificato aggiuntivo che il Ministero Rumeno, in base alla normativa interna (Ordin n. 5414/2016), ha però più volte reso noto di non poter rilasciare agli abilitati non laureati in Romania. Così molti precari che hanno sostenuto le spese per abilitarsi all’estero sono in attesa in una sorta di limbo senza avere accesso ai concorsi scuola in Italia.

I ricorsi dei soggetti interessati si basano essenzialmente sul fatto che questo certificato aggiuntivo non figurerebbe né tra l’elenco dei documenti richiesti dalla Direttiva 2013/55/UE – modifica della Direttiva 2005/36/CE né dal decreto 206/2007 per l’attuazione della Direttiva, come confermato dalla recente ordinanza del Tar del Lazio (Ordinanza N. 06288/2018 REG. PROV. CAU. – N. 05851/2018 REG. RIC.)

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