Abilitazione, i precari attendono. Di Meglio (Gilda) chiede uniformità in Europa: “Stop a migrazione verso Paesi dove è più semplice ottenerla”

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L’abilitazione all’insegnamento rappresenta un tallone d’achille del sistema di formazione e reclutamento degli insegnanti. Non solo perché da anni lo Stato non ne prevede ad hoc, precludendo di fatto la strada alla stabilizzazione a migliaia di insegnanti precari, ma anche perché la lacuna italiana viene bypassata dalla sempre frequente migrazione di insegnanti a caccia del titolo di abilitazione verso Paesi europei che propongono percorsi “semplificati”.

Dall’altro lato, la domanda lecita è: Se in Italia non si attivano percorsi per ottenere l’abilitazione, che si si fa? Se in Europa sono riconosciuti i titoli perché non posso prendere l’abilitazione all’estero?

Migrazione che non piace a Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda degli insegnanti: “Le dichiarazioni dei ministri dell’Istruzione del G20 sull’importanza della lotta alla povertà educativa, che soprattutto nel nostro Mezzogiorno raggiunge livelli inaccettabili, ci trova pienamente d’accordo. Ci auguriamo che in futuro il dialogo, in particolare tra i ministri dell’Istruzione dell’Unione europea, riesca a entrare nel merito di alcune questioni secondo noi cruciali come quella delle abilitazioni”, dice il sindacalista.

Per Di Meglio infatti, “sarebbe opportuno  che si riuscisse ad assimilare quanto più possibile i percorsi abilitativi che oggi sono estremamente differenti, provocando in qualche caso la migrazione verso i Paesi dove sono più brevi e semplici“.

Se vogliamo davvero essere sempre più europei – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – è necessario che i governi affrontino anche questa problematiche”.

Abilitazione precari di seconda fascia: si apre uno spiraglio

Sul fronte abilitazioni in Italia sono giorni decisivi per le modifiche al decreto sostegni bis: negli ultimi giorni abbiamo riportato della possibile convergenza in merito all’istituzione di percorsi per ottenere l’abilitazione destinati ai precari di seconda fascia delle Gps.

L’assenza di percorsi abilitanti per gli insegnanti influisce, come detto in precedenza, sulla stabilizzazione futura dei supplenti. Oltre ad essere un arricchimento formativo che risulta essere indispensabile per completare il percorso dell’insegnante prima dell’accesso al ruolo.

Il governo ci aveva provato lo scorso anno quando si pensò di affiancare, oltre ai concorsi ordinari e allo straordinario per il ruolo, un concorso straordinario abilitante.

Peccato che, ad oggi, non ci siano più notizie di tale procedura che avrebbe permesso a migliaia di insegnanti di poter conseguire l’abilitazione.

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