Abilitazione docenti, si attende il DPCM. Ecco le ipotesi su quando potrebbero partire i corsi

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C’è grande attesa per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM che regola i percorsi abilitanti dei docenti, come previsto dalla legge 79/22. E già si ipotizzano quali saranno i periodi per la partenza dei corsi abilitanti.

Come abbiamo spiegato in precedenza, il Dpcm istitutivo è agli organi di controllo.

Diversi atenei sono già in moto per accogliere i futuri candidati. Il Ministero dell’Università e della Ricerca sta ultimando una piattaforma per gli accreditamenti degli atenei, prevista per settembre.

Dati alla mano, si prevedono fra 90.000 e 100.000 richieste di partecipazione, segno dell’alta domanda esistente.

Il DPCM andrebbe ad intervenire su vari aspetti: contenuti formativi, struttura dell’offerta (60 CFU/CFA), presenza obbligatoria, modalità di svolgimento della prova finale, costi e altro. Importante notare che ci saranno dei posti riservati per docenti già operanti nel sistema scolastico, distribuiti in base ai cicli formativi.

Da ricordare anche alcune novità portate dal Decreto PA bis, che prevede come per gli anni accademici 2023/2024 e 2024/2025, le attività, eccetto tirocini e laboratori, potranno essere svolte telematicamente fino al 50% del totale.

Un’altra innovazione importante è la rimozione del limite numerico sul numero di abilitati per specifiche classi di concorso, liberalizzando l’abilitazione.

Tempistiche previste

Al momento non c’è alcuna indicazione ufficiale, ma molto probabilmente, come spiegato in precedenza, i corsi dovranno partire fra la fine del 2023 e i primi mesi del 2024.

La conclusione dei percorsi è stimata per l’anno accademico 2023/24, con una prova finale composta da una prova scritta e una lezione simulata.

In tal senso è arrivata nei giorni scorsi la rassicurazione di Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato: “Che il DPCM sui percorsi formativi abilitanti all’insegnamento non sia ancora in Gazzetta Ufficiale, non deve destare preoccupazione. Segue un iter diverso dagli altri dispositivi normativi. Attualmente è all’esame degli organi di controllo di Palazzo Chigi“, dice Pittoni.

Verrà pubblicato nei prossimi giorni o comunque in tempo utile per la partenza dei corsi nel prossimo anno accademico“, aggiunge.

Tipologie di corsi previsti:

  1. Corsi abilitanti da 60 CFU: Destinati a chi intende insegnare una disciplina specifica nella scuola secondaria, con riserve di posti per docenti con una certa esperienza o per coloro che hanno sostenuto determinate prove concorsuali. Questi corsi offrono un’ampia formazione, inclusa l’acquisizione di almeno 10 CFU/CFA di area pedagogica e tirocinio diretto e indiretto.
  2. Percorsi formativi transitori da 30 CFU per docenti abilitati su altro grado/classe di concorso o specializzati in sostegno: Offre ai docenti già abilitati l’opportunità di acquisire competenze aggiuntive nella loro disciplina di riferimento.
  3. Percorsi formativi transitori da 30 CFU: Destinato ai docenti con tre anni di esperienza o che hanno sostenuto la prova del concorso “straordinario bis”.
  4. Percorsi formativi transitori da 30 CFU per neo-laureati o chi non ha acquisito 24 CFU: Pensato per i laureati recenti o coloro che non hanno soddisfatto i requisiti dei CFU entro ottobre 2022.
  5. Percorsi formativi post-concorso da 30 o 36 CFU/CFA: Progettato per i vincitori di concorso che non sono ancora abilitati.

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