Abilitati in Romania: nuova sentenza del Consiglio di Stato conferma validità percorso

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Il Consiglio di Stato ha accolto con sentenza il ricorso in appello proposto dallo Studio Legale Naso & Partners avverso ad una precedente sentenza del TAR Lazio che aveva ritenuto legittimo un provvedimento di rigetto al riconoscimento dell’abilitazione conseguita da un cittadino italiano in Romania.

In particolare, con la recente Sentenza n. 4618 del 17.07.2020 il Consiglio di Stato si è nuovamente espresso su tali abilitazioni conseguite all’estero e, riformando la precedente sentenza del TAR Lazio, ha confermato che il percorso di studi seguito dai cittadini italiani in Romania è pienamente abilitante all’insegnamento e deve essere riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione.

In precedenza infatti il TAR del Lazio, accogliendo la tesi sostenuta dall’Amministrazione, aveva negato il valore abilitante del percorso di studi post-universitario conseguito da un cittadino italiano in Romania.

Avverso la predetta sentenza lo Studio Legale Naso & Partners ha tempestivamente presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato e, all’esito dell’udienza del 9.07.2020, il predetto Collegio ha integralmente accolto tale ricorso con la seguente motivazione: “l’argomento posto a base del contestato diniego si pone in contrasto con i principi e le norme di origine sovranazionale, i quali impongono di riconoscere in modo automatico i titoli di formazione rilasciati in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti, a condizione che “la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno” (cfr. Corte giustizia UE n. 675 del 2018); pertanto, una volta acquisita la documentazione che attesta il possesso del certificato conseguito in uno stato europeo, non può negarsi il riconoscimento dell’operatività in Italia, altro paese Ue, per il supposto mancato riconoscimento da parte dello Stato estero del titolo di studio – laurea – conseguito in Italia;”.

Il predetto Collegio ha precisato inoltre che “l’ipotetico errore dell’autorità estera sul punto non può costituire ragione e vincolo per la decisione amministrativa italiana. Piuttosto, le autorità nazionali sono chiamate a valutare la congruità delle formazioni conseguite all’estero, nei termini chiariti dalla giurisprudenza europea;”.

Il Consiglio di Stato ha dunque accolto integralmente il ricorso ed ha altresì condannato l’Amministrazione al pagamento delle spese legali.

La predetta sentenza del Consiglio di Stato . scrivono gli Avvocati Naso e Lancia – ha pertanto smentito in radice la tesi sostenuta dal Ministero dell’Istruzione che, in virtù della precedente Nota ministeriale 5636 del 2.04.2019, aveva sorprendentemente affermato che i titoli conseguiti in Romania dai cittadini italiani al termine dei percorsi di studio denominati “Programului de studii psichopedagogice, Nivelul I e Nivelul II” non avrebbero soddisfatto i requisiti giuridici per il riconoscimento della qualifica professionale di docente ai sensi della Direttiva 2005/36/CE e successive modifiche.

Secondo gli avvocati Domenico Naso e Valerio Lancia, tale recente pronuncia del Consiglio di Stato conferma invece la validità delle argomentazioni da sempre sostenute dallo Studio Legale Naso & Partners, ovvero che il percorso di studi seguito dai cittadini italiani in Romania risulta essere pienamente abilitante all’insegnamento e pertanto deve essere riconosciuto in Italia dal Ministero dell’Istruzione.

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