Abbandono scolastico, in Italia tra 2011 e 2012 tasso scende dello 06%, ma resta lontana dal taget

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red – I dati Eurostat mostrano una tendenza al recupero per quanto riguarda la dispersione scolastica in Italia, ma con il suo 17,6% totale, restiamo lontani dal taget del 15/16% da raggiungere entro il 2020. Impietosi i commenti dei sindacati. Scrima CISL: ci vule un deciso cambio di segno nelle scelte di investimento che riguardano il nostro sistema formativo. ANIEF: è una conseguenza della politica dei tagli ad oltranza adottati negli ultimi anni.

red – I dati Eurostat mostrano una tendenza al recupero per quanto riguarda la dispersione scolastica in Italia, ma con il suo 17,6% totale, restiamo lontani dal taget del 15/16% da raggiungere entro il 2020. Impietosi i commenti dei sindacati. Scrima CISL: ci vule un deciso cambio di segno nelle scelte di investimento che riguardano il nostro sistema formativo. ANIEF: è una conseguenza della politica dei tagli ad oltranza adottati negli ultimi anni.

Pochi paesi fanno peggio dell’Italia, tra essi annoveriamo Malta, la romania, la Spagna. Perfino la Grecia ha fatto meglio, con un tasso dell’11,4% e una riduzione dell’abbandono tra il 2011 e il 2012 dell’1,7%.

Soffre soprattutto il Sud Italia, Sicilia, Sardegna e Campania e soprattutto nel biennio delle superiori.

Altra questione riguarda la differenza di genere nel tasso di abbandono scolastico. Infatti, il fenomeno riguarda in particolare gli studenti maschi. Secondo i dati Eurostat, nell’area UE-27, ogni 100 abbandono tra imaschi se ne registrano solo 76 tra le femmine. In paesi come Cipro il rapporto è di 42 ogni 100 maschi, addirittura in Bulgaria il rapporto è inverso (abbandonano più le femmine che i maschi), l’Italia si attesta a metà classifica con un rapporto tra maschi e femmine di 100 a 71.

A commento dei dati sono intervenuti alcuni sindacalisti. Pronta l‘ANIEF che ha così commentato: “negli ultimi sei anni sono stati cancellati 200mila posti, sottratti 8 miliardi di euro ed ultimamente si è pensato bene di far sparire quasi 2mila scuole a seguito del cosiddetto dimensionamento, anche se poi ritenuto illegittimo dalla Consulta. Ora, siccome è scientificamente provato che i finanziamenti sono strettamente correlati al successo formativo, questi dati non sorprendono. Ma sicuramente amareggiano”.

Impietoso anche il commento della CISL: "I dati Eurostat non fanno che confermare, purtroppo, un quadro già tristemente noto, che vede l’Italia in posizione di svantaggio su quasi tutti gli indicatori che riguardano istruzione e formazione. È una situazione di vera e propria emergenza che denunciamo da tempo, rivendicando un deciso cambio di segno nelle scelte di investimento che riguardano il nostro sistema formativo."

Il dossier Erustato con tutti i dati

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