Abbandoni scolastici, una questione su cui il Ministero zoppica. Lettera

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Inviata da Enrico Maranzana – Sono più di dieci anni che la scuola media è identificata come l’anello debole del sistema scolastico, sia per l’elevato numero di abbandoni, sia per il tracollo degli apprendimenti. In questo scritto si tende a valutare l’attuale attività ministeriale: è in elaborazione un itinerario che, dal secondo anno della secondaria di primo grado, tende alla facilitazione dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Osserveremo la scena da lontano. Vedremo e comprenderemo il perché della perdita dell’interesse e del mordente, da parte degli studenti, che al momento del loro ingresso nell’istituzione erano curiosi esploratori del loro ambiente.

Da tale punto di vista si scorge il progressivo cambiamento dell’offerta formativa e dell’intenzionalità educativa.
Inizialmente l’attenzione dei docenti è puntata sul comportamento dei bambini e, in particolare, sugli errori che, soppesati, forniscono le informazioni necessarie per il perfezionamento del loro operato. Le conoscenze sono strumentali e la conquista del risultato rappresenta il premio. Col passare del tempo le stimolazioni didattiche si modificano: il programma, veicolato e vincolato dai libri di testo, è il principale, se non l’unico riferimento; volumi che progressivamente conquistano l’intero campo dell’attività scolastica.

Gli alunni devono uniformarsi a essi, gli errori misurano i relativi scostamenti: il voto ne è misura e fornisce la gratificazione per il lavoro svolto.

Anche dall’atmosfera che si respira nelle classi, inizialmente e nel proseguimento dell’itinerario scolastico, traspare l’origine del problema degli abbandoni: attualmente l’oggetto dell’insegnamento sono i prodotti, mentre dovrebbero essere i processi; la motivazione, invece che essere estrinseca, è intrinseca; il comportamento atteso deve essere la ricerca, non l’adesione; alla visione dinamica della realtà è stata contrapposta quella statica; invece di promuovere il senso di responsabilità si valorizza l’obbedienza; si privilegia l’applicazione di regole, anziché la formulazione di ipotesi, la varietà è offuscata dalla certezza …

Dai fatti narrati traspare la mancata identificazione, da parte del ministero, dell’origine della disaffezione dei giovani per la scuola e, anziché intervenire per sanare la situazione, predispone una cura con farmaci inadatti a un male, la cui genesi gli è sconosciuta.

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