AB24 una presa in giro, mesi di studio buttati via. Lettera

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Inviata da Anna Baio – Vi scrivo una mail dopo essere rientrata dal concorso ab24, sono di Cantù e la mia sede era a Trescore Balneario in provincia di Bergamo nel turno della mattina. Sono sei anni che sono laureata, sei anni nei quali ho insegnato con passione e nonostante le delusioni (come quello di non poter partecipare allo straordinario perché avevo anni nella privata e anni nello stato non sufficienti, quasi insegnare in una privata non ti renda degno di insegnare) ho continuato ad inseguire con passione.

Negli anni sono stata spesso ringraziata da genitori che mi ringraziavano perché insegnavo la mia materia, a loro dire, non solo con competenza ma con tanta umanità e questo invogliava i figli a studiare e ad appassionarsi a loro volta. Ho studiato tanto per questo concorso. Due anni fa ed anche dopo la pubblicazione delle date.

Questa mattina sono andata a fare il concorso e nulla di quello che ho tanto studiato è stato chiesto. Su 50 domande più di 16 erano sul CEFR (quadro comune di riferimento) che secondo il ministero a quanto pare dovevamo sapere a memoria. Citazioni letterarie da sapere anch’esse a memoria come fossimo degli automa e pochissime domande di lingua e grammatica di un livello ridicolo. Ho visto in un’ora e quaranta la mia passione spegnersi.

Ho visto i mesi di studio, le cose alle quali ho rinunciato per prepararmi, essere tutti buttati al vento; ho visto accanto a me colleghi con già figli, insegnanti con anche più esperienza di me, essere derisi da una prova del genere. Mi hanno detto di stare tranquilla che così è l’Italia, e di rassegnarmi, ma io non voglio lasciare che delle persone incompetenti, che a quanto pare non sanno che cosa significhi realmente insegnare distruggano tutto ciò in cui credo.

Ho comprato un libro per le avvertenze generali, contenente anche le leggi, un libro per la mia classe di concorso ed un libro per informatica. Li ho studiati tutti. Ho trovato però solo citazioni da indovinare come fossimo personaggi fittizi di un film (la letteratura non la sa chi sa citare a memoria, ma chi ne sa capire il significato, chi la sa interpretare, chi la sa amare e far amare giorno dopo giorno, anno dopo anno anche ad alunni ed alunne nativi digitali che nel 2022 possono capire perché è ancora vitale studiarla). Comparivano anche domande che io definirei di linguistica come ‘the idiom principle’ oppure ‘grammaring’ e domande di informatica che chiedevano cosa fosse Flipgrid o con quale piattaforma fosse possibile fare o non fare dei podcast, quali cavi attaccare al proiettore della LIM (quando ormai la nuova generazione di lim lo ha incorporato, siamo poi anche dei tecnici? Perchè ricordavo ci fossero delle persone appositamente preparate ed assunte per questo a scuola).

Io sinceramente arrivata a metà esame avrei voluto alzarmi ed andarmene perché non ho trovato nulla che potesse essere ricavato da studio o da esperienza o che potesse dimostrare che passando quell’esame io sarei stata pronta per l’insegnamento. Non mi sento una fallita o un’incompetente, ma sono tanto arrabbiata. Andiamo bene come supplenti precari per anni e poi fanno un concorso che dovrebbe darci l’ok per fare quello che già facciamo (e che concorso!). Sarà italiano, eppure io sono italiana ma non mi ci ritrovo in questa identità.
Vi ringrazio per esserci sempre, puntuali, chiari, presenti.

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