A settembre riapre la scuola….Lettera

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Inviata da Anna Maria Lo Piccolo – Il problema della riapertura delle scuole, a settembre, non è di poco conto anzi risulta complesso e , per certi versi complicato.

Andando al ” nucleo ” della questione è possibile intravedere talune criticità essendo la “realtà comprensoriale”, segnata dai confini nazionali , molteplice e “pluriesigenziale”.

Rileviamo i seguenti “punti nodali”:
1)ogni Istituto ha una realtà scolastica edilizia alquanto diversa dalle altre, talvolta vieppiù angusta di diversa “proprietà “;

2) la “consistenza organica” varia da scuola a scuola;

3)(ne deriva che è , necessariamente) vario e diversificato è il rapporto tra ” pianta organica “e “pianta edilizia “per cui occorrerà dare “senso “all’autonomia di ciascuna scuola così da poter, responsabilmente , assumere decisioni su alcuni ” aspetti critici modali ” rinvenibili;

4) bisogna avviare ogni qualsivoglia argomentare partendo dal presupposto di “abbandonare” parzialmente l’ “aggregazione” in classe degli alunnni ,
considerando che (Pars Costruens)

a) i gruppi – classe potranno operare soltanto durante l’attività didattica a distanza così come ciascuna realtà scolastica ha attuato sulla base
di un ” raggiunto equilibrio ” ,(che potrebbe essere il migliore possibile ) nei tempi di totale “distanziamento sociale “;

b) si potrebbe supporne la realizzazione (la mia è un’ “ipotesi elaborativa” personale e non ” in re ipsa “, uguale per tutti) , per almeno due o al massimo tre giorni , ridefinendo e ristrutturando gli ” spazi”, in ” angoli” , “atelier ” ( scuola dell’infanzia) , in “laboratori ” (scuola
primaria , secondaria di I e II grado) di italiano , logico/fisico/matematico / scientifico , motorio , grafico/pittorico , tecnologico /digitale , fotografico /redazionale …, collocando, in ogni aula/stanza , le suppellettili e gli arredi distanziandoli , ad almeno un metro , l’ uno  dall’altro e inserendo in ciascuna aula 5 o 6 alunni;

c) va stimata, per quanto possibile, la formazione di ” working team” ovvero l’esistenza di gruppo “formale o “informale” con alunni della stessa o di classi diverse , per classi parallele o in “dimensione verticalizzata , con alunni delle classi I e II o III e delle classi IV e V (seguendo quanto “disciplinarmente ” previsto dalle ” Indicazioni Nazionali per il Curriculo) o secondo altri ” raggruppamenti ” tenendo conto di una ” regolamentazione fattuale e metodologica ” che discende dalle potenzialità di ciascun alunno e dal territorio in cui la scuola è inserita, dai mezzi a disposizione , etc….;

d) l’organizzazione dei tempi potrà essere validata nell’arco di una settimana o attraverso una maggiore” flessibilità temporale ” della durata di 15 o più giorni cosi da garantire , in maniera più individualizzata e personalizza=i bisogni dell’infanzia ,dell’adolescenza e della giovinezza e
rendendola congruente alle risorse docenti e non docenti di cui la scuola dispone.

Certamente la “regia” del Dirigente Scolastico faciliterà la realizzazione del piano valorizzando la competenza e la creatività dei docenti ed anche le deliberazioni degli OO.CC..

All’elaborazione progettuale va coerentemente accompagnata la valutazione della “autenticità ” delle azioni messe in campo.
Non è opera di poco conto, ma ogni punto iniziale potrà , se lo vogliamo, divenire meta finale.

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