A settembre in ogni scuola 4 docenti e Ata in meno, Anief: grave passo indietro, la pandemia non è vinta, pure per questo non abbiamo firmato il protocollo

Stampa

Altro che investimenti incentivati per tornare tutti in presenza e vincere il Covid19: tra poche settimane, la ripresa delle lezioni si realizzerà con una sensibile riduzione di risorse umane rispetto all’anno scolastico che si sta concludendo.

La dimostrazione pratica giunge dalla Nota tecnica pubblicata dal ministero dell’Istruzione il 13 agosto, dalla quale si evincono i fondi messi a disposizione degli Uffici scolastici per l’organico aggiuntivo: lo stanziamento è di 400 milioni di euro complessivi, che porteranno 33 mila unità in meno rispetto allo scorso anno. In arrivo, quindi, vi sono appena 20 mila docenti e 22 mila Ata, contro i 50 mila Ata e 25 mila insegnanti dell’anno scolastico 2020/21.

È vero, scrive Orizzonte Scuola, che altri 22 milioni vengono stanziati per risorse aggiuntive di docenti a tempo determinato di modo che si possa intervenire su scuole che presentano una alta incidenza di classi numerose, ma c’è poco da sorridere. Perché sempre rispetto all’anno scolastico 2020/21 è stata introdotta pure una durata limitata dei contratti Covid: lo scorso anno erano assicurati fino termine delle lezioni, nell’a.s. quasi al via solo fino al 30 dicembre 2021. Anche se poi i contratti potrebbero durare, a seconda dell’andamento della pandemia, per l’intero anno scolastico.

 

È una magra consolazione – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché quello che conta è che nel momento topico per affrontare l’emergenza sanitaria, invece di puntare sulla didattica in presenza andando a sdoppiare le classi sopra i 15 alunni, chi governa la scuola ha avuto la brillante idea di ridurre le spese andando a sottrarre risorse umane. Ancora di più perché l’organico Covid dovrà essere impiegato anche per il recupero degli apprendimenti, ove necessario, come previsto dallo stesso protocollo. Riteniamo che ridurre la presenza di personale in questo momento è un errore strategico particolarmente grave, che conferma la mancata volontà di proporre un’offerta formativa in sicurezza. È chiaro che c’è una retromarcia sull’utilizzo dell’organico Covid, ancora di più perché il fine dell’organico Covid era sdoppiare le classi. È bene ribadire che anche per questo motivo abbiamo deciso di non firmare il protocollo sulla sicurezza a scuola, invece sottoscritto da quasi tutte le altre organizzazioni sindacali rappresentative”.

 

Si dimezzano quasi i numeri delle assunzioni extra per l’emergenza sanitaria nelle scuole. Come indicato nel parere tecnico ministeriale n. 1237, risulta una riduzione secca di 20 mila insegnanti e 22 mila tra amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Quindi, a settembre si tornerà a scuola nelle stesse condizioni del 2020, con il Cts che chiede distanziamento sociale e mascherina, le vaccinazioni che non garantiscono di certo il possibile propagarsi dei contagi.

È incredibile – commenta ancora il presidente Anief – che alla ripresa delle lezioni vi saranno 33 mila dipendenti Covid in meno. Significa che ogni scuola dovrà in media fare a meno di 4 lavoratori rispetto ad un anno fa. E la garanzia, per quelli che verranno assunti, è che non rimarranno sino alla fine dell’anno scolastico, ma solo al 31 dicembre 2021”.

Poi, è vero che nel protocollo di sicurezza sottoscritto da ministero e sindacati, l’amministrazione si impegna in relazione all’andamento del quadro epidemiologico e ad individuare le soluzioni più efficaci ad assicurare l’erogazione dell’offerta formativa in presenza nell’intero anno scolastico 2021/2022. Ma ad oggi questi sono i fatti. E noi – conclude Marcello Pacifico – a queste condizioni non ci stiamo”.

Stampa

Nel prossimo incontro de L’Eco digitale di Eurosogia parleremo di: “Il coding nella scuola del primo ciclo: imparare divertendosi”