A scuola uno studio per ogni docente, Aprea sta con Valditara: “Un modo per riconoscere la professionalità degli insegnanti. Sfruttare i fondi del Pnrr”

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Quello dello studiolo a scuola per gli insegnanti, proposto dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, è senza dubbio un tema di grande presa negli ultimi giorni.

Tanto da portare proprio il diretto interessato, Valditara, a spiegare su Orizzonte Scuola in modo più chiaro quanto affermato in precedenza.

“Questa indicazione agli enti locali va nella direzione di dare dignità e decoro al lavoro dei docenti i quali hanno diritto, come i professori universitari, ad avere uno studio. Diamo dunque finalmente dignità e decoro al lavoro dell’insegnante che significa anche poter fare ricerca, studiare, ricevere i genitori e gli studenti in luoghi idonei e non certo, come accade talvolta, negli androni delle scuole”, ha detto Valditara alla nostra redazione, che ha proseguito: “Abbiamo 5 miliardi per la riqualificazione degli istituti scolastici in Italia, vuole veramente che non si riesca a tirar fuori, durante la riqualificazione delle scuole, uno spazio per una libreria, un computer, una scrivania, un armadietto. Mi stupisce che ci sia qualcuno che protesti, significa che non ha il senso della dignità del lavoro del docente”.

Sulla questione è intervenuta anche Valentina Aprea, esperta di politiche scolastiche, che si trova sulla stessa lunghezza d’onda del Ministro. Ecco cosa ha detto ad Orizzonte Scuola: “Io sono molto d’accordo con questa proposta. Mi sembra un modo per riconoscere la professionalità dei docenti. Lo spazio deve essere funzionale alla professionalità. Può essere molto importante per gli incontri con le famiglie, ad esempio. Pensiamo al docente tutor che deve incontrare gli studenti che segue e che deve aiutare a superare le difficoltà. Come potrebbe farlo? In un aula professori piena di tanti colleghi?

Aprea, riconoscendo le problematiche attuali delle scuole, segnalate dai nostri lettori, precisa che questa idea, ovviamente, sarebbe attuabile per le nuove scuole: “Con il Pnrr ci sono fondi per costruire le nuove scuole o rimodernare quelle esistenti. Certo, non tutte e non subito. Ma pensare ad un piano dedicato alla professionalità dei docenti, magari per gli istituti scolastici di nuova costruzione, credo sia fondamentale. Il docente non può essere quello che entra in classe e se ne va. Ha una professionalità molto più ampia e l’idea di prevedere uno studio può essere solo un passo avanti verso il futuro“.

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