A scuola si parli dei rischi dell’aborto: i genitori scrivono al Ministro Bianchi

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L’Associazione ‘Non si tocca la famiglia’, in occasione della Marcia per la Vita, svoltasi a Roma ai Fori Imperiali, chiede in una lunga lettera al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi di informare le ragazze sin dai banchi di scuola sui rischi psicofisici derivanti dall’aborto e dall’uso della Ru486 sin dalla giovanissima età.

Ciò che bisognerebbe fornire ai giovani – si legge – non riguarda solo evitare una gravidanza in un momento della vita che non si ritiene consono, ma è tutta una serie d’informazioni che ottempererebbero all’art.1 della L. 194/78: conoscere lo sviluppo dell’embrione sino alla maturazione a lattante, renderebbe più consapevoli i giovani del fatto che lo Stato Italiano «tutela la vita umana dal suo inizio» e che la gravidanza non sia una malattia, ma la maternità possieda un «valore sociale» che è sempre più vitale, se valutiamo con onestà intellettuale le conseguenze dell’inverno demografico. Essere edotti delle precedenti informazioni anche a partire dalle scuole”.

Chiediamo – elenca l’associaizone – Il diritto di ricevere informazioni sullo sviluppo embrionale già sui banchi di scuola (dato che frotte di operatrici sanitarie sono libere di propugnare anticoncezionali e aborto); Il diritto di leggere e ascoltare tramite ogni mezzo (televisivo e tramite giornali femminili) tutte le vicende che riguardano le donne che hanno fatto ricorso all’aborto e poi si sono pentite; Il diritto di poter vedere manifesti contenenti immagini dello sviluppo embrionale e di tutte le associazioni che offrono sostegno alla maternità; Il diritto di veder affermare incontrovertibilmente che venire al mondo è un diritto di ogni bambino; Il diritto di ascoltare da rappresentanti della salute pubblica e da politici dello Stato, che il ruolo sociale e culturale della donna madre è fondamentale per tutta la cittadinanza, oltre che essere un privilegio per ogni donna“, conclude l’associazione ‘Non si tocca la Famiglia’.

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