A scuola il film “Il Filo Invisibile”, Pro vita: “Il VII Municipio promuove l’utero in affitto a liceali”. Cofano: “Esistono tanti tipi di famiglie”

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“E’ grave che agli studenti liceali – dunque anche minorenni – venga proposta la visione di un film che con la solita scusa di parlare di “diritti, bullismo, affettività, omofobia” promuove l’aberrante e illegale pratica dell’utero in affitto”. Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus, sull’iniziativa del 22 dicembre, che vedrà la proiezione del film “Il Filo Invisibile” in alcune scuole di Roma che hanno aderito al progetto.

Questa associazione nel proprio comunicato ha sostenuto, attraverso l’utilizzo di affermazioni improprie la cui portata dovrà essere oggetto di separata ed attenta analisi, che con questa iniziativa “il VII Municipio promuove l’utero in affitto a liceali”. Vorrei invitare intanto le persone che fanno parte di questa associazione a vedersi il film, che è un elogio alla tenerezza e alla dolcezza, non un manifesto politico. E’ un film che parla al cuore delle persone in maniera semplice, tenera e chiara su una tematica che coinvolge nel nostro paese molte migliaia di famiglie (le famiglie omogenitoriali)” risponde in una nota il presidente della commissione cultura del Municipio VII Emiliano Cofano.

Mi spiace vedere – aggiunge – che nel nostro paese ci siano ancora persone che credano esista soltanto un’unica tipologia di famiglia. La realtà parla chiara ed oggi a Roma, in Italia, in Europa e nel mondo esistono tanti tipi di famiglie (eterogenitoriali, omogenitoriali, monogenitoriali) e sarebbe doveroso che il nostro Parlamento lavorasse affinché ci sia la piena e totale equiparazione di tutte le famiglie“.

Ciò opportunamente premesso mi corre l’obbligo di prendere posizione sulla richiesta avanzata dalla suddetta associazione, confermando che l’evento non solo non verrà annullato ma anzi sarà mia cura continuare a rilanciare l’esigenza che nelle scuole e nelle istituzioni si parli ogni giorno dei diritti dei figli delle coppie omogenitoriali, cosa che sta avvenendo nella nostra città soprattutto grazie al lavoro dell’ufficio LGBT+ presieduto da Marilena Grassadonia ed istituito dal sindaco Gualtieri” conclude.

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