A scuola fa freddo, ma dall’ex Provincia la caldaia non arriva

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Una scuola ai Castelli Romani da un mese è in attesa di un riscaldamento che non è ancora arrivato.

Dalla Città Metropolitana, riporta il capo d’istituto, promettono che in pochissimi giorni la situazione sarà risolta.

L’istituto occupa 1200 studenti del liceo artistico, istituto agrario e Cat (ex geometri). Lo scorso giugno, racconta il preside, i vigili del fuoco hanno sollevato una questione di sicurezza sulla caldaia, “che, come accade per gli istituti che hanno qualche anno, si trova nel seminterrato. In genere in questi casi si dà una deroga”. L’idea della Città metropolitana, racconta ancora il
dirigente, è invece quella di spostare la caldaia all’esterno dell’edificio “ma tra bandi e assegnazioni dei lavori, forse anche per via dell’interregno politico, passano 4 mesi e non succede niente”.

Il 9 novembre, a una settimana dall’accensione dei termosifoni, si presenta un tecnico dell’ex Provincia, che ordina di non accendere la caldaia e di fare i doppi turni in un’altra sede della scuola. Una soluzione considerata irricevibile. L’11 novembre il preside lancia una controproposta: con 45 mila euro si possono installare delle pompe di calore. La Città metropolitana si oppone e ribadisce che va montata all’esterno una caldaia provvisoria, ma la caldaia non è ancora arrivata. Il 7 dicembre una delegazione della scuola va a Roma a Palazzo Valentini. Il giorno stesso il preside riceve la telefonata del vicesindaco della Città metropolitana: “mi ha detto che tra il 10 e il 14 di dicembre installeranno la caldaia a noleggio. Domani è 12, vediamo che succederà”. Gli studenti sono pronti all’autogestione della scuola, in caso di ulteriore inadempienza.

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