“A scuola converrebbe studiare il Cinese, se la Cina ci occupasse non sapremmo contrastarla”, ad affermarlo Silvio Berlusconi

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Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, è tornato a farsi sentire in pubblico dopo un mese di assenza per motivi di salute. In un discorso tenuto al San Raffaele di Milano, Berlusconi ha ripercorso la sua discesa in campo nel 1994, rimarcando ancora una volta che lo fece per evitare che l’Italia diventasse “un paese comunista”.

Ha poi ripreso i suoi cavalli di battaglia politici, come l’innalzamento delle pensioni e l’abbassamento delle tasse, oltre ad elogiare l’azione del Governo e la coalizione di centrodestra, di cui ha rivendicato la paternità.

Il tema principale del discorso di Berlusconi è stata la necessità di fare dell’Europa un vero continente unito, passando dalle decisioni che oggi vanno adottate all’unanimità a una maggioranza qualificata. Inoltre, ha messo in guardia dall'”imperialismo” cinese e ha proposto la creazione di un’unica politica militare europea, con una forte cooperazione tra le forze armate di tutti i paesi europei, con un aumento della spesa militare e una forza di pronto intervento di almeno 300.000 uomini.

Berlusconi ha sottolineato l’importanza di questo tema, “se la Cina, lo dico naturalmente per assurdo, – ha tenuto a sottolineare – un giorno decidesse di occupare l’Italia, e magari qualche altro Paese Europeo, non sapremmo assolutamente contrastarla e la cosa migliore che ci converrebbe fare sarebbe quella di andare a scuola a studiare il cinese“.

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