A scuola con il trattore, 45 mila studenti sognano di fare gli agricoltori

di Elisabetta Tonni
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Non alla guida di una potente macchina sportiva, ma di un trattore. E’ questo il sogno di molti giovani che – va detto – hanno scelto come mestiere per la vita quello dell’agricoltore. 

Il numero degli studenti giunti al diploma con l’Istituto agrario ha fatto registrare il picco degli ultimi cinque anni. Secondo i dati di Coldiretti elaborati da quelli del Miur, gli studenti che hanno approfondito le loro conoscenze e competenze sulle attività nei campi sono stati 45.566, pari a una crescita del 36%.

Per festeggiare questa loro scelta, una scolaresca di Mondovì, in provincia di Cuneo, hanno festeggiato l’avvio degli esami di maturità (e la fine del percorso di studi, se tutto andrà per il verso giusto anche nel mese di luglio) mettendosi alla guida di un trattore.

La spiegazione di questo successo

Secondo la Coldiretti, “il successo è legato alla voglia di studiare qualcosa che unisca la pratica alla teoria, che insegni come si fanno le cose e come si possa costruire una carriera professionale a contatto con la natura grazie a un’esperienza che affianca lo studio sui libri al lavoro nelle stalle, nei caseifici, nei campi, nei laboratori.

La prospettiva di futuro di agraria è confermata anche dal fatto che nei 35 percorsi didattici negli istituti tecnici superiori a livello nazionale si registra un tasso di occupati di oltre il 73% a un anno dal diploma secondo le elaborazioni Coldiretti sull’ultimo monitoraggio Indire/Ministero dell’Istruzione, con picchi che vanno dal 94,1% dell’Abruzzo all’88,9% del Veneto, dal 79,1% della Lombardia al 76,5% della Puglia, al 77,8% dell’Emilia Romagna o al 75% del Lazio.

E nelle classi – sottolinea la Coldiretti – non ci sono solo figli di ‘famiglie agricole’ ma sempre più anche giovani appassionati con genitori lontani dal mondo della terra. Molte le possibilità di studio offerte: dalla zootecnia al lattiero caseario, dalla coltivazione di cereali a quello della frutta, passando dalla viticoltura e dal vino all’olio di oliva, dallo studio di boschi e foreste fino al vivaismo ma non mancano neppure percorsi di Gestione dell’ambiente e del territorio“.

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