A scuola alle 10, gli studenti bresciani dicono no: significa uscire alle 15 e compromettere tempo studio

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Gli studenti bresciani inviano una lettera alle istituzioni, firmata dall’Unione degli studenti di Brescia e dai rappresentanti dell’ISS Sraffa, dei licei Bagatta, Gambara e De André, dell’IIS Antonietti e Gigli in vista del (probabile) rientro in classe dai primi di gennaio. La lettera è stata riportata da Brescia Today

Nella lettera si prendono in considerazione i dati di un sondaggio, che ha visto più del 75% degli studenti convinto dell’insufficienza delle misure prese per il rientro a scuola il 7 gennaio.

“Abbiamo bisogno di corse in orari consoni per poter raggiungere la scuola senza lunghe attese prima di poter rientrare”, scrivono gli studenti nella missiva inviata al prefetto Attilio Visconti, al presidente della Provincia Samuele Alghisi e al suo vice Guido Galperti, agli assessori comunali di Brescia Federico Manzoni (Mobilità) e Fabio Capra (Istruzione), all’Ufficio scolastico di Brescia.

“Entrare a scuola alle 10 – proseguono – significherebbe uscire anche dopo le 15, cosa che comporterebbe problemi sia per quanto riguarda la consumazione del pranzo che per il tempo dello studio e altre attività nel resto della giornata”.

“La linea d’azione – scrivono ancora gli studenti – sarebbe quella di considerare la Dad come ultima risorsa, prediligendo la didattica in presenza. E’ fondamentale, nel breve termine, trovare luoghi dove fare didattica in presenza qualora non fossero sufficienti gli spazi offerti dagli edifici scolastici, come ad esempio biblioteche, sale di uffici pubblici, musei chiusi ma anche edifici pubblici inutilizzati: sarebbe inoltre opportuno considerare investimenti per la costruzione di eventuali nuove strutture”.

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