A Salerno 50 bulli impegnati nelle pulizie, nelle mense dei poveri o negli ospizi: “Rieducare e reinserire il nostro obiettivo”

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In un contesto in cui il bullismo nelle scuole è un problema sempre più sentito, le scuole di Salerno stanno prendendo provvedimenti innovativi per indirizzare i giovani verso un cammino di crescita e redenzione.

Sono già 50 gli studenti, autori di comportamenti scorretti come violenze sui compagni, atti vandalici o fumare nei bagni, che sono stati impiegati in attività socialmente utili.

Questi ragazzi, anziché subire punizioni tradizionali, sono stati coinvolti in servizi sociali, operando nelle mense per i meno fortunati, negli ospizi o dedicandosi alle pulizie. Questa soluzione ha il vantaggio non solo di “punire” il comportamento scorretto, ma di offrire anche un’opportunità di crescita personale e sociale.

La misura, adottata proattivamente dai presidi di Salerno, è stata tanto efficace che il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato di volerla rafforzare. Alcuni degli studenti hanno avuto l’opportunità di lavorare al Convitto Tasso Trani di Salerno, dove hanno prestato servizio in cucina e in palestra. Il rettore di questo istituto, Claudio Naddeo, svolge anche un ruolo importante a livello provinciale, essendo presidente dell’Associazione nazionale presidi.

Sebbene la misura possa apparire come una sanzione, il suo vero obiettivo è quello di rieducare e reinserire. Questa innovazione didattica fa leva sull’apprendimento esperienziale, permettendo ai giovani di sperimentare le conseguenze dei loro comportamenti in un contesto protetto, e allo stesso tempo di contribuire positivamente alla società.

L’esperienza diretta con le realtà più vulnerabili della società può portare a una maggiore empatia e responsabilità, trasformando così i giovani da “bulli” a “volontari”. La speranza è che, attraverso queste attività, gli studenti possano riflettere sui loro comportamenti e comprendere l’importanza del rispetto e della solidarietà.

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