A Roma la piazza chiede risorse e organici aggiuntivi: la politica sostiene la protesta dell’Anief, ora lo deve fare il Senato

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Si è svolta oggi a Roma la manifestazione organizzata dall’Anief e da alcuni coordinamenti dei precari per chiedere risorse economiche e aggiuntive indispensabili per l’avvio del regolare anno scolastico: in Piazza Santi Apostoli erano presenti diverse centinaia di lavoratori della scuola, ma anche parlamentari, deputati e senatori appartenenti a più schieramenti politici (Lega, Leu, Fratelli d’Italia, Unione Popolare e altri), docenti universitari e cittadini che hanno sostenuto la protesta.

Dal palco, tutti hanno chiesto di incrementare il numero di insegnanti e Ata, in vista dell’imminente anno scolastico che si preannuncia non meno complicato degli ultimi due. La possibilità per intervenire c’è: è quella di introdurre delle modifiche al DL Aiuti bis che proprio oggi inizia il suo percorso di conversione a Palazzo Madama con il confronto in Commissione Cultura.

“È evidente che abbiamo bisogno dell’organico Covid – ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief nel corso del suo intervento rivolto ai manifestanti – e vogliamo rispetto per chi lavora e lo ha fatto in modo indefesso nell’ultimo biennio pur in condizioni di difficoltà. Comprendiamo che c’è una difficoltà di finanziamenti, ma le risorse si devono trovare. Anche per i 15mila docenti precari che sono esclusi dalle graduatorie, non perché non ne sono capaci di insegnare ma perché lo Stato continua ad umiliarli con un concorso che non valorizza l’esperienza. Ancora una volta, lo Stato risparmia sulla loro pelle. Ma noi diciamo basta: bisogna ampliare le graduatorie del concorso Straordinario bis, di tutti i concorsi includendo gli idonei alla professione e assumendo i precari con servizio”.

Stefano Cavallini, segretario generale Anief, ha detto che “in alcuni territori, come la Campania, vi sono classi superaffollate, dove non si possono svolgere le lezioni in modo dignitoso. Si era detto di ridurre il numero allievi per classe e non è stato fatto. Le aule sono rimaste le stesse, in alto numero piccole e fatiscenti, prove di aeratori meccanici, adesso almeno si agisca sul personale: se viene negato anche quello, rischiamo davvero di andare incontro ad un anno scolastico con seri rischi di contagio e con la didattica compromessa”.

Marcello Pacifico ha quindi ricordato che tanti docenti per lavorare lasciano gli affetti, anche solo per fare supplenze: “Fanno sacrifici ed ora chiedono sono rispetto nei loro confronti. Il sindacalista ha detto che è giunto il momento “di dare il giusto a tutti i docenti, perché oggi prendono stipendi disallineati all’inflazione. E non ce ne facciamo nulla del premio per il docente ‘esperto’, da pagare tra l’altro tra dieci anni”. Il leader dell’Anief ha aggiunto che il sindacato ha fatto da tramite per “presentare tre emendamenti al decreto legge Aiuti bis: quasi sempre facciamo decine di richieste di modifiche alle leggi in fase di approvazione, ma comprendiamo il momento e che il governo uscente ha poco tempo per operare. Quindi abbiamo realizzato una sintesi e ci teniamo che venga esaminata”.

“Quello che deve comprendere la politica è che la scuola ha bisogno di risposte adesso, dobbiamo costruire una scuola giusta. Per questo motivo Anief ha realizzato anche un manifesto sulle priorità del nuovo anno scolastico. Il primo obbiettivo da raggiungere è ora quello di convincere il governo a modificare il decreto Aiuti bis. Lo abbiamo chiesto a tutte le forze politiche. Se non lo si fa – ha concluso Pacifico – allora è il governo che deve tornare a scuola, perché non riesce a dare le risposte che servono”.

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