A Roma chiude la sezione del liceo senza voti. I docenti dicono stop. Per l’ideatore l’iniziativa ha dato fastidio

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Il Liceo Scientifico Morgagni di Roma ha deciso di chiudere la sua famosa sperimentazione “senza voti”. Una scelta inaspettata che ha diviso il collegio docenti: 37 a favore della chiusura e 36 contrari.

Il metodo, ispirato al modello finlandese, privilegia i giudizi al posto dei voti e promuove il lavoro di gruppo riducendo lo stress degli studenti. Tuttavia, le classi già avviate secondo questo metodo concluderanno il ciclo.

Un anno fa, un articolo del Corriere della Sera, firmato da Valentina Santarpia, elogiava la “Scuola delle relazioni e della responsabilità”, mettendo in luce la sezione G del Morgagni come un modello da seguire. Ma ora, si percepisce un’atmosfera tesa, con docenti divisi e polemiche. Enzo Arte, creatore del metodo in Italia e docente al Morgagni, ha espresso il suo disappunto, sottolineando come il successo stesso della sperimentazione potrebbe aver causato fastidi: “Un po’ me l’aspettavo, perché in questi anni alcuni docenti avevano manifestato la loro contrarietà sostenendo che i voti sono utili”.

Molti genitori della sezione G, così come quelli che avevano previsto di scegliere questo percorso per i propri figli, si sono detti insoddisfatti. Alcuni si riuniranno il 7 novembre con la dirigente scolastica per discutere la decisione.

La preside in carica dal settembre 2022, ha cercato di rassicurare, affermando che i docenti potranno continuare a seguire il metodo se lo desiderano, ma le future iscrizioni nella “sezione senza voti” non saranno più possibili. Inoltre ha menzionato un’asimmetria nella formazione delle prime classi come una delle possibili ragioni dietro la decisione.

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