A Pavia studentessa disabile al 100% mangia in università: cacciata dall’aula. Il rettore: “Episodio molto grave”

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Una studentessa disabile al 100% – riporta Il Giorno – è stata cacciata da un’aula mentre tentava di consumare il suo pasto. La ragazza, paziente oncologica che, per ovvi motivi di salute, non potrebbe mangiare al freddo, è stata addirittura minacciata dal personale, che le ha detto che sarebbero stati chiamati i carabinieri se non si fosse immediatamente allontanata.

La ragazza era seduta in un’aula e avrebbe voluto mangiare il pranzo che si era portata da casa, quando è stata avvicinata dal personale di portineria, che le ha intimato di lasciare l’aula, nonostante il suo stato di salute non le permettesse assolutamente di stare all’esterno. Il personale è stato inflessibile, dichiarando successivamente di aver semplicemente applicato le regole.

Il rettore di Pavia: “Episodio molto grave”

“Approfondirò l’episodio, che è molto grave per mancanza di rispetto verso una studentessa fragile“, così il rettore dell’Università di Pavia, Francesco Svelto, in una nota ha commentato la vicenda della ragazza. “Ora, innanzitutto, porgo alla studentessa le più sentite scuse mie personali e dell’Ateneo. Quindi, aprirò un’istruttoria interna per verificare i fatti e valutare la sussistenza degli estremi per avviare un procedimento disciplinare nei confronti del personale coinvolto”. Svelto ha parlato di “incidente assolutamente non in linea con il grande impegno profuso dall’Università di Pavia nell’inclusione delle persone affette da ogni tipo di disabilità, assistite da un Servizio, il Saisd (Servizio Assistenza e Integrazione Studenti Disabili e con Dsa), il cui operato è riconosciuto tra i più efficienti nell’ambito accademico italiano”.

Il ministro Locatelli: “Sono molto amareggiata”

“Quanto accaduto ieri alla studentessa, paziente oncologica e con disabilità al 100%, cacciata dall’aula dell’università mentre tentava di consumare il suo pasto, mi ha profondamente amareggiata. Episodi di questo genere non sono tollerabili in una società civile, in quanto mortificano chi quotidianamente convive con una disabilità e affronta delle complesse e serie terapie. Giorgia, con la quale ho parlato oggi, è una ragazza che grazie alla sua voglia di vivere e alla sua forza, è riuscita, nonostante le difficoltà determinate dalla malattia, a superare il difficile periodo di isolamento a cui è stata costretta per via dell’emergenza pandemica, e a ritornare ad impegnarsi nelle attività quotidiane. È inaccettabile che le precauzioni prese con responsabilità da una persona in condizioni di fragilità vengano ancora confuse con immotivate pretese. Il problema anche in questo caso è culturale: mentre le leggi avanzano, la loro concreta applicazione resta purtroppo ancorata a una visione limitata e miope della disabilità e quanto accaduto a Giorgia ne è la dimostrazione”. Così in una nota il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.

“Sono molto dispiaciuta per quanto accaduto a Giorgia e spero che presto possa superare questo grave episodio continuando ad affrontare la vita con la forza e l’entusiasmo che la contraddistinguono. Ringrazio il Rettore dell’Università di Pavia, Francesco Svelto, che ho sentito stamattina e che si è immediatamente attivato per capire come siano andati i fatti – spiega il Ministro – ma dobbiamo prendere atto che sul tema dell’inclusione c’è ancora un grande lavoro da fare, che deve passare attraverso una presa di coscienza collettiva ma anche attraverso la responsabilità delle singole persone”

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