A conclusione di questo anno scolastico. Lettera

WhatsApp
Telegram
ex

Inviato da Enrico Fava – L’anno scolastico 2019/2020 sarà ricordato come l’anno del Covid-19, come l’anno dell’emergenza o come l’anno in cui la scuola è stata travolta da un’improvvisa tempesta in cui tutti hanno detto il contrario di tutto e dove ogni opinione era una verità assoluta:

dal Ministro all’opinionista, dai docenti ai genitori, dai giornalisti ai lacchè e satrapi di palazzo, dai politici ai prelati. Tutti hanno espresso una loro illuminante ed estatica verità.

A mo’ di premessa va ricordato che sono ormai decenni che al MIUR siedono persone o incompetenti o inadeguate o politicamente manovrabili o, semplicemente, non all’altezza del compito. E questo, spiace dirlo, a partire da Berlinguer e passando via via da tutti, ed è giusto dirlo senza equivoci, i ministri siano essi stati di destra o di sinistra. Detto questo…quale era l’alternativa quest’anno? Certo, se si fosse approntato un “piano B” in un tempo passato non sospetto, allora, si poteva pensare a qualcosa di diverso, ma in una realtà emergenziale come questa….cosa poter pensare e fare di meglio?

Alla fine quello che si è fatto è stato un contenimento sociale per i ragazzi, ammantato da didattica, quando didattica non era, con il secondo fine di non mandare in stallo il sistema scuola, non tanto coi ricorsi, ma quanto con le problematiche legate alla perdita dell’anno scolastico e agli esami di stato, tanto per dire solo due dei problemi….ora è vero che si poteva fare di meglio, ma non è che abbia sentito molte proposte, valide e praticabili, in alternativa…non è poi un mistero che, ormai, il MIUR e non solo lui, tenda a decentrare, alienare, demandare o, se si vuole, scaricare, la maggior parte degli oneri (di tutti i tipi) sui DS e, quindi, sui docenti, ma credo che questo sia, ormai, un mood a livello internazionale.

Ora, prendiamo la cosa per come è: la DAD è stata una attività di contenimento sociale. Prendiamo le attività PAI per quello che sono: un recupero in itinere e prendiamo i PIA per ciò che è: un recupero delle nozioni e/o competenze essenziali, fondanti, la materia da proporre ai nostri studenti quando li rivedremmo a scuola in presenza. Poi certo, c’è tutta la questione aperta della gestione sindacale del lavoro DAD, delle comunicazioni, delle normative e delle leggi, ma anche della dotazione software e device per docenti e studenti, delle risorse di rete e connessioni….ma io, sinceramente, mi sono un po’ stancato di dover sempre lavorare con un emisfero del cervello rivolto alla normativa l’altro alla didattica. Il mio primo pensiero non è “cosa fare per pararmi le spalle col DS o coi genitori se mi fanno ricorso”, il mio primo pensiero è “come faccio a fargli amare o semplicemente capire l’importanza della storia dell’arte?” Tutto il resto è noia…..

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur