A Bologna Fratelli d’Italia propone telecamere negli asili. Pd e M5S: “Proposta disumana e aberrante, non sono carceri”

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Fratelli d’Italia ripropone a Bologna l’idea di installare le telecamere di videosorveglianza nelle strutture dei servizi educativi, ma sulla proposta si abbatte un vero e proprio fuoco di fila di “no”: dal Pd e in parte dal M5s, dai sindacati, dagli uffici del Comune e anche dal Gruppo nazionale di studio nidi-infanzia (Gnni).

Se n’è discusso oggi in commissione a partire dall’odg presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Sassone, dopo l’arresto a febbraio di una maestra delle scuole Manzini accusata di maltrattamenti.

Non si possono “assimilare gli asili alle carceri”, afferma Simona Lembi (Pd), definendo “disumana e aberrante” l’idea di affidarsi cosi’ alla tecnologia e respingendo “risposte securitarie che mettono in secondo piano la cosa a cui dovremmo guardare con più attenzione e cioè la fiducia, che è un capitale sociale enorme, nella forza delle relazioni tra piccoli e adulti, nel potere profondo dell’educazione e nella centralita’ del lavoro di cura”.

“Prima di parlare di telecamere – frena Elena Foresti (M5s) – si deve lavorare per prevenire i rischi, lavorando sul potenziare gli organici e prevedere la presenza costante di figure professionali pedagogiche” nelle singole strutture. 

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