A 25 anni da Chieti a Lecco per insegnare: “Gli studenti mi hanno subito rispettato. Il compito di noi docenti è di non lasciare indietro nessuno”. La storia di Andrea

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Andrea Di Meco ha 25 anni ed è originario della provincia di Chieti, in Abruzzo. Da ottobre scorso insegna presso un istituto professionale in provincia di Lecco, in Lombardia.

Andrea, come tanti altri, fa parte del folto gruppo di giovani insegnanti che lasciano la propria terra d’origine per cercare una posizione lavorativa migliore. Di Meco ho iniziato a insegnare ad ottobre, un mese prima di conseguire la laurea magistrale. La supplenza è fino a giugno, il giovane docente sta sostituendo un collega in aspettativa.

La redazione di Orizzonte Scuola lo ha intervistato. Ecco la sua storia:

Come mai hai deciso di diventare un insegnante di scienze degli alimenti?

“Era una passione che avevo fin da piccolo. Dopo aver conseguito il diploma alberghiero nel 2017, mi sono iscritto alla facoltà di Scienze e Tecnologie Alimentari laureandomi nel 2021 in piena pandemia. Successivamente, ho terminato il mio percorso universitario con una laurea magistrale in Scienze dell’Alimentazione conseguita lo scorso anno. Entrambi i titoli li ho conseguiti presso università della mia regione”.

Quali impressioni hai avuto nell’iniziare la tua carriera di insegnante?

“Essere dall’altra parte della cattedra quando pochi mesi prima eri tu uno studente è stato molto emozionante. All’inizio i colleghi mi confondevano per uno studente, ma sono subito apparsi disponibili e ho ricevuto tanti apprezzamenti per essere in cattedra già a questa età. Spero di poter essere un esempio positivo per tanti miei coetanei”.

In quali classi insegni?

“Ho una classe prima, una seconda e due terze”.

I ragazzi sono quasi tuoi coetanei, come ti trovi?

“Molto bene. Gli studenti mi hanno subito rispettato, sin dal primo giorno. Sebbene la differenza di età sia poca, hanno capito che ci deve essere una certa distanza alunno-insegnante. In Italia purtroppo non siamo abituati a veder ricoprire dei ruoli così importanti da persone molto giovani”.

La vicinanza di età con gli studenti può essere una carta a favore dell’insegnante?

“Si, su molti aspetti. La vicinanza di età aiuta a capire meglio le problematiche degli studenti. Il compito di noi docenti è di non lasciare indietro nessuno. Durante le lezioni chiedo spesso ai ragazzi come sta andando la scuola, se sono interessati alla disciplina e se apprezzano il mio metodo di insegnamento e ho sempre avuto riscontri positivi”.

Come ti stai adattando al Nord?

“Mi sto ambientando. Lasciare la propria terra per trovare una posizione lavorativa migliore non è facile. Sono sacrifici inizialmente, ma in futuro sarà tutto ripagato”.

Se avessi potuto, avresti scelto di rimanere nella sua terra?

“Sì, naturalmente. Ora però cerco di raccogliere un bagaglio di esperienze e fare punteggio”.

Quali sono le tue aspirazioni future?

“Proseguire sicuramente su questa strada. Dopo anni di studio e sacrifici ho visto il mio sogno finalmente realizzarsi. Ho già iniziato a studiare per il concorso ordinario, spero venga bandito al più presto. Voglio progredire dal punto di vista professionale”.

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