9 agosto 1991, morte Antonio Scopelliti. Il Coordinamento Nazionale Docenti disciplina Diritti umani si unisce alla commemorazione

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Comunicato – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti umani, nel venticinquesimo  anniversario dall’assassinio del sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione Antonino Scopelliti, uccisodalla criminalità organizzata il 9 agosto 1991, mentre era in vacanza in Calabria, ha apprezzato le parole dei sottosegretari di Stato del MIUR e del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, Davide Faraone e Dorina Bianchi,  che nel ricordare, presso la stele in località Piale a Villa San Giovanni, le altissime qualità morali e la figura del giudicehanno evidenziato l’importanza della legalità, specie nei territori accerchiati da organizzazioni malavitose.

Comunicato – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti umani, nel venticinquesimo  anniversario dall’assassinio del sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione Antonino Scopelliti, uccisodalla criminalità organizzata il 9 agosto 1991, mentre era in vacanza in Calabria, ha apprezzato le parole dei sottosegretari di Stato del MIUR e del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, Davide Faraone e Dorina Bianchi,  che nel ricordare, presso la stele in località Piale a Villa San Giovanni, le altissime qualità morali e la figura del giudicehanno evidenziato l’importanza della legalità, specie nei territori accerchiati da organizzazioni malavitose.

Numerosi twitter e post di tante personalità di riguardo, tra cui il premier Matteo Renzi, il presidente del Senato, Pietro Grasso, il deputato delPD, componente della Commissione Antimafia, Ernesto Magorno, si sono associati alle esternazioni di commemorazione e condanna del feroce delitto.      

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti umani, nell’esprimere solidarietà alle famiglie di tutte le vittimedi mafia, ‘ndrangheta e camorra, auspica che sempre più spazio venga dato in ogni scuola ai temi della legalità, della convivenza civile e delle competenzedi cittadinanza. Riteniamo fondamentale partire dalla più tenera età per educare i giovanissimi a contrastare qualsiasi forma di ricatto eprevaricazione e far conoscere le modalità ed i comportamenti che combattano il fenomeno mafioso e promuovano la cultura dell’antimafia, intesa come rispettodei diritti e dei doveri costituzionali. La scuola, specie nelle realtà socialmente svantaggiate, deve vincere la sua scommessa educativa e per farloha bisogno di coraggio, fiducia e risorse umane.    

prof. Romano Pesavento

Presidente Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

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