8 marzo, Rete degli Studenti Medi: #UGUAGLIANZASEMPRE perché senza uguaglianza sostanziale non c’è progresso sociale. Vogliamo diritti!

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Rete degli Studenti Medi – Nell’ultimo periodo, in Italia e a livello internazionale, la condizione dei diritti delle donne è tornato a essere un tema di forte attualità: dalle dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ai numeri allarmanti riguardanti le mutilazioni genitali femminili nel mondo e in Europa, fino alle discussioni di estrema attualità nel nostro Paese riguardanti l’applicazione della Legge 194, le condizioni dei centri antiviolenza, il tema della precarietà lavorativa e dell’assenza di tutele.

Giammarco Manfreda, coordinatore della Rete degli Studenti Medi, dichiara: “Per scardinare questi squilibri e superare gli stereotipi di genere, scuola e università devono svolgere un ruolo di sensibilizzazione, partendo dall’educazione sessuale nelle scuole, formando cultura critica. È necessario porre lo sguardo oltre il risultato immediato per puntare alla costruzione di una cultura in cui vi sia consapevolezza riguardo i diritti di genere e rispetto dell’identità di genere, in cui si sappiano affrontare i temi della sessualità, dell’affettività, dell’identità di genere oltre l’attuale struttura binaria. Contemporaneamente è necessario costruire un sistema di welfare che finalmente permetta ad una donna di far convivere vita familiare con vita lavorativa, senza dimenticare la necessità di rafforzare il funzionamento dei centri anti-violenza e delle strutture di ascolto”.
Elisa Marchetti, coordinatrice dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Con un modello economico che privilegia il lavoro non tutelato, che semplifica le procedure di licenziamento e amplia l’utilizzo dei voucher, in un Paese in cui è ancora estremamente diffusa la pratica delle dimissioni in bianco, è necessario aprire una riflessione seria su come questo modello possa essere superato, su come sia possibile creare uguaglianza sostanziale e maggiori tutele e diritti per tutte e per tutti. In questo senso i referendum promossi dalla CGIL rappresentano un primo passo a cui dare pieno e completo sostegno, guardando ad un ripensamento complessivo dei diritti e delle tutele: la Carta dei Diritti Universali del Lavoro promossa dalla CGIL è la proposta a cui guardare”.

Concludono Marchetti e Manfreda: “È inutile focalizzare l’attenzione solamente sull’8 marzo. È inutile porsi il problema del femminicidio nelle ricorrenze da calendario, così come è inutile porre il tema del superamento degli stereotipi di genere solamente di fronte a tragedie sociali. È inutile che siano solamente alcuni corpi sociali a interrogarsi sulla tutela dei diritti di genere. La condizione essenziale per un vero progresso sociale non può che essere l’uguaglianza sostanziale. Noi ci battiamo e ci batteremo affinché la cultura dei diritti non sia un banale slogan, ma sia un obiettivo diffuso delle battaglie quotidiane nelle scuole e nelle università, dalla tutela del diritto allo studio alla necessità di superare la precarietà nell’accesso al mondo del lavoro”.

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