78.730 docenti chiedono ai sindacati di non firmare il contratto di lavoro 2016/18. Lettera

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Libero Tassella – Le risorse previste dall’accordo siglato dalle Confederazioni Cgil Cisl Uil per tutto il Pubblico impiego, 85 euro lordi nel triennio, e finanziate con il Def 2017 e 2018 sono insufficienti per garantire un contratto dignitoso per la docenza italiana.

Ricordiamo che il nostro contratto é fermo da oltre 9 anni e che per il blocco degli scatti del 2013 abbiamo perso 17.000 euro, mentre il contratto ci farebbe recuperare appena 1.700 euro cioè un decimo di quanto perso. L’aumento si profila

veramente miserrimo. Circa 40 euro a partire dal gennaio 2018 e un una tantum per gli aumenti del 2016 e 2017 pari a circa 500 euro, il 2015 poi é andato in cavalleria.

Una vera e propria miseria che i docenti respingono al mittente.

Sappiamo altresì che non ci sono risorse aggiuntive nel Def 2018 per il contratto degli insegnanti, anche per dirottare i fondi strutturali della 107 sul contratto, come avevamo chiesto per primi, proposta ripresa poi dal segretario generale della flc Cgil Sinopoli.

manca la volontà politica da parte di coloro che hanno voluto la Buona scuola e sono al governo del Paese.

Ecco perché con la petizione firmata da 78.730 docenti, che abbiamo lanciato all’apertura della trattativa all’Aran, noi diffidiamo i sindacati rappresentativi dal firmare il CCNL e auspichiamo che tutto venga rinviato alla diciottesima legislatura in quanto in questo scorcio di diciassettesima non ci sono le condizioni minime per chiudere un contratto che tuteli economicamente la nostra dignità di

professionisti dell’istruzione.

I sindacati, i movimenti di pressione e di opinione come Professione Insegnante potrebbero così sfruttare la campagna elettorale che è già iniziata per porre il problema del contratto della docenza intrecciandolo con quello dell’abrogazione della

legge 107/2015. Un contratto dignitoso non può prescindere da nuovi stanziamenti previsti da una manovra finananziaria in primavera e dall’abrogazione della 107 per il riverbero che essa avrebbe sulla parte normativa del CCNL.

Ecco perché adesso i sindacati devono scegliere se stare con il governo e firmare un contratto di 85 euro lordi o con gli insegnanti che chiedono un aumento di 200 euro netti e non firmare.

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