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730/2021 e spese veterinarie: pagamenti tracciabili e nuovo tetto di spesa, le novità 2021

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La guida alle spese veterinarie nel 730/2021, con tutte le novità di importo, l’obbligo di tracciabilità e le soglie di reddito da non superare.

Qualcuno lo ha chiamato bonus animali perché la parola bonus è probabilmente quella più diffusa del momento per via della grave crisi economica successiva alla pandemia. Ma per quanto riguarda le agevolazioni fiscali per chi ha animali domestici, si deve sempre parlare di detrazioni fiscali da inserire nei modelli di dichiarazione utilizzati.

Con l’avvio del 730 ormai imminente (il 16 marzo scade il termine per la consegna ai dipendenti delle Certificazioni uniche), occorre andare ad approfondire il campo delle detrazioni delle spese veterinarie, che hanno subito due grandi novità negli ultimi tempi.

Prima di tutto c’è l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti e poi, con la nuova legge di bilancio dell’ultimo governo Conte, c’è l’aumento del tetto massimo di spesa detraibile da inserire nel modello 730.

Le spese veterinarie nel 730 del 2021

Per quanto riguarda le spese veterinarie, resta sempre il 2020 l’anno di imposta, cioè l’anno in cui queste spese devono essere state sostenute. Infatti la dichiarazione dei redditi come prassi, riguarda l’anno di imposta precedete e questo vale sia come redditi che come Irpef da versare e come detrazioni da fruire.

Per questo i contribuenti interessasti, nel nuovo modello 730 potranno scaricare dal reddito le spese veterinarie sostenute lo scorso anno fino al tetto massimo di 550 euro. Proprio questo limite è la prima sostanziale novità in materia spese veterinarie.

È stata la legge di Bilancio a stabilire l’incremento della somma massima di detrazione sfruttabile con questo capitolo di spesa sostenuta dai contribuenti. Siamo al secondo anno consecutivo in cui questa particolare tipologia di onere detraibile viene incrementato come importo. Infatti già lo scorso anno la soglia era salita a 500 euro (nel 2019 il limite era fissato a 387,34 euro) mentre per la nuova campagna reddituale si passa a 550 euro.

Spese tracciabili, cosa significa?

La soglia massima in altri termini, è il tetto massimo di spesa che potrà essere inserito in dichiarazione dei redditi per godere di un credito di imposta pari al 19% come per tutti gli oneri detraibili più comuni. Si tratta di 80 euro di rimborso massimo spettabile per quanti hanno raggiunto nel corso del 2020 la cifra massima consentita che appunto è di 550 euro. Infatti per le spese veterinarie vige la franchigia di 129,11 euro e quindi il 19% si può ottenere solo sulla parte che eccede tale franchigia, cioè tra i 129,11 ed i 550 euro.

Altra novità che è partita proprio nel 2020 e che impatterà sulle dichiarazioni dei redditi di questo 2021, a partire naturalmente dal modello 730 è l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti anche per le spese veterinarie. Nel 2021 i proprietari di animali domestici quindi,  potranno portare in detrazione dall’irpef tutte le spese veterinarie sostenute nel 2020, a condizione che le stesse siano state sostenute con pagamento tramite strumenti diversi dal denaro contante. Detrazione quindi solo se le spese sono state pagate in modalità elettronica e tracciabile.

Ed è in capo al singolo contribuente dichiarante che c’è l’obbligo di dimostrare l’effettivo utilizzo degli strumenti tracciabili per pagare per esempio, la fattura del proprio veterinario. Questo soprattutto se il contribuente non utilizza il 730 nella sua versione precompilata. In questo caso occorrerà avere e conservare la fattura del medico veterinario e le varie attestazioni di pagamento utili come possono essere l’estratto conto del conto corrente piuttosto che quello delle carte di credito o di debito o la semplice ricevuta del bancomat.

 Con il 730 precompilato invece, è il Fisco italiano, cioè l’Agenzia delle Entrate a indicare le spese veterinarie sostenute in base ai dati inviati al Sistema Tessera Sanitaria dai Medici Veterinari.

Occorre ricordare che il beneficio fiscale previsto è valido solo per animali da compagnia e non per animali diversi come possono essere quelli di allevamento. Inoltre va sottolineato che la detrazione non può essere fruita da chi ha redditi superiori a 240mila euro.

Infatti altra novità del 2021 è la detrazione scaglionata in base al reddito, con il 19% delle spese veterinarie che è spettante in misura piena per contribuenti i cui redditi sono pari o inferiori a 120mila euro, mentre inizia a scalare per redditi superiori fino a non essere più fruibile per chi ha redditi sopra i 240mila euro.

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