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730/2021: Detrazione interessi mutuo, dal limite massimo alle regole, la guida

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Come si riportano le detrazioni per il mutuo e quanto si recupera scaricando gli interessi nella dichiarazione dei redditi.

Chi ha acquistato casa ed ha contratto un mutuo può godere di agevolazioni fiscali direttamente nel modello 730. Infatti la voce “detrazioni interessi sui muti” è una delle più gettonate detrazioni che ogni anno i contribuenti utilizzano nel 730.

Dal 10 maggio scorso è possibile avere accesso alla versione precompilata della dichiarazione dei redditi. Tra i dati già preinseriti anche quelli relativi al mutuo. Occorre però prestare attenzione e verificare la veridicità dei dati preinseriti naturalmente, e questo vale per tutti i dati già presenti nella versione precompilata del modello 730/2021.

Per un approfondito e preciso controllo occorre fare il punto sulla detrazione spettante per i mutui per acquisto abitazione principale. Esistono precise regole e precise istruzioni da seguire per non incorrere in errore.

Detrazione interessi del mutuo nel modello 730/2021

Per quanto riguarda il mutuo sulla casa va sottolineato che si possono scaricare dal reddito e quindi si possono portare in detrazione solo le spese relative agli interessi del mutuo e non il finanziamento in quanto tale. Come dicevamo, occorre controllare la veridicità dei dati inseriti nella versione precompilata, perché gli interessi passivi sul mutuo sono già inseriti nella dichiarazione dei redditi precompilata. Dal 10 maggio questa versione telematica del 730 è già visionabile nel cassetto fiscale di ogni singolo contribuente, e dal 19 maggio prossimo si potrà correggerla ed eventualmente rettificare.

La detrazione che riguarda queste voci passive sui  mutui danno diritto a recuperare il 19% di quanto speso nell’anno di imposta 2020. Esistono però dei limiti di spesa per quanto concerne queste detrazioni e sono limiti che variano in base al tipo di mutuo contratto o in base alla finalità per cui il mutuo è stato contratto.

Quali mutui danno diritto alla detrazione fiscale

Non tutti i mutui danno diritto alla detrazione, come detto in precedenza. In generale, gli interessi passivi sul mutuo che possono dare diritto alla detrazione sono:

  • mutui ipotecari contratti per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione;
  • mutui ipotecari stipulati prima del 1993;
  • mutui ipotecari e non, contratti nel 1997 per gli interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione di edifici anche diversi dall’abitazione principale;
  • mutui ipotecari contratti a partire dal 1998 per costruzione o ristrutturazione della prima casa;
  • prestiti e mutui agrari di ogni specie.

Per quanto detto, niente detrazione per i mutui aperti prima nel 1991 e nel 1992 che non riguardano l’acquisto della prima casa, alla pari di quelli aperti in data successiva al 1992, che riguardano acquisti diversi da quelli dell’abitazione  principale.

Gli interessi passivi del mutuo se riguardano la pria casa e il suo acquisto possono essere portati in detrazione fino all’importo massimo pari a 4.000 euro. In altri termini, per questa tipologia di mutuo e per questi interessi si possono recuperare fino a 760 euro (il 19% di 4.000 euro).

La detrazione è spettante anche se ad abitare l’abitazione è un familiare del soggetto che dichiara il reddito e che è sia acquirente dell’immobile che intestatario del contratto di mutuo. Un caso tipico è l’acquisto di una casa e la conseguente sottoscrizione di un mutuo per l’immobile destinato dal padre al figlio. In questo caso, se il figlio trasferisce la sua residenza e trasforma la casa in sua abitazione principale, il padre potrà portare in detrazioni gli interessi sul mutuo.

Concessa la possibilità di detrazione a ciascun intestatario del mutuo per la soglia massima di 4.000 euro cadauno, se il mutuo è stato contratto prima del 1993. In questo caso, il mutuo deve essere relativo all’acquisto della prima casa, e la residenza nell’immobile oggetto del finanziamento deve risultare  trasferita all’8 dicembre del 1993.

Se nel corso dell’anno l’immobile non risulta essere più abitazione principale, a meno che il trasferimento non dipenda da esigenze lavorative, si abbassa il tetto massimo di detrazione spettante che scende a 2.065,83 euro per ciascun intestatario del mutuo.

Nella situazione tipica che da diritto alla detrazione fino alla soglia massima di 4.000 euro, se il mutuo è intestato a due coniugi, nessuno dei quali a carico dell’altro, la detrazione spetta in misura pari a 2.000 euro a testa come importo massimo degli interessi.

Detrazione interessi passivi mutuo per case diverse da quella principale

Come dicevamo, la detrazione per gli interessi passivi sui mutui contratti prima del 1993, vale anche per l’acquisto di immobili diversi dalla prima casa.

Il limite massimo detraibile però in questo caso scende a 2.065,83 euro. Per stipulati nel  1991 e nel 1992 la detrazione spetta solo se l’immobile dopo l’acquisto mantiene le caratteristiche di disponibilità della seconda casa e se non viene dato in affitto.

Per la detrazione degli interessi passivi di mutui contratti per ristrutturazione o per costruire la prima casa se questo è stato contratto fino al 1997, la detrazione spetta esclusivamente per i contratti aventi ad oggetto opere di ristrutturazione, manutenzione o restauro di edifici esistenti. L’importo massimo detraibile è pari a 2.582,28 euro.

Per mutui contratti successivamente al 1997, la detrazione spettante riguarda sia le ristrutturazioni che la costruzione da zero della prima casa e con limite massimo anche in questo caso pari a 2.582,28 euro.

Infine, detrazione fruibile anche per i prestiti e i mutui agrari. La detrazione di questa tipologia di mutui o prestiti con interessi, dipende dai dati catastali dei terreni acquistati. Infatti non è ammessa la detrazione per un importo superiore alla somma del reddito domenicale e del reddito agrario.

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