60 mila firme, NO a riforma. “Futuri docenti meno diritti, si precarizza a vita con totale subordinazione ai presidi. Sindacati, sciopero unitario”

di Paolo Damanti
ipsef

A lanciare l'allarme, Salvo Amato, in rappresentanza di "La Vera Scuola Gessetti rotti", un coordinamento di docenti che muove circa 100mila iscritti a vari gruppi FaceBook. Con lui abbiamo parlato della petizione lanciata dal coordinamento.

A lanciare l'allarme, Salvo Amato, in rappresentanza di "La Vera Scuola Gessetti rotti", un coordinamento di docenti che muove circa 100mila iscritti a vari gruppi FaceBook. Con lui abbiamo parlato della petizione lanciata dal coordinamento.

Chi siete?

“La Vera Scuola Gessetti Rotti”,una libera associazione di insegnanti che nasce sui social network e si sviluppa nelle scuole. Unisce alcuni dei maggiori gruppi scolastici di Facebook, che si coordinano grazie alla pagina http://www.facebook.it/gessettirotti, nata dalla fusione tra i docenti che scrivono su “Metro Scuola” e la pagina “Gessetti Rotti”. Insieme contiamo circa 100mila persone.

Quante firme avete raccolto, fin'ora?

Sono 60mila: la firma è singola ed è certificata. Quindi il dato è reale.

Cosa contiene la petizione?

La petizione ruota attorno alle critiche a due punti della proposta di riforma, due elementi incostituzionali. Il primo punto riguarda la libertà di insegnamento: quando il dirigente stabilisce ciò che il docente dovrà insegnare, di fatto obbliga quest'ultimo ad allinearsi alle sue scelte, altrimenti dopo tre anni lo butta fuori. Anzi, il docente è già "allineato", altrimenti non viene assunto.

L'altro punto?

L'altro punto è la mancanza di trasparenza per quanto riguarda la possibilità che i docenti vengano assunti dai dirigenti. Nel disegno di legge ci sono forti elementi di discrezionalità. Pur scegliendo con buon senso per l'interesse della scuola, il dirigente potrebbe abusare del proprio potere, in nome dell'offerta formativa può usare dei criteri che gli consentono di assumere persone a lui vicine. Oppure i docenti riescono ad esercitare pressione su di lui. Ed è la cosa più grave. Se queste norme fossero utilizzate con buon senso potrebbero essere positive, sarebbe un deterrente per i docenti fannulloni,  ma si presta anche a discriminazioni, ad esempio di genere. Pensiamo ad una docente in maternità, ad esempio, o ad un docente cagionevole di salute. Ci sono poi difficoltà oggettive nell'attuazione della riforma.

In che senso?

Se, ad esempio, ci sono 5 dirigenti che chiedono un docente, certo, il docente potrà scegliere, ma gli altri docenti che fanno? E'  una situazione strana, è un meccanismo che creerà più problemi che altro. E le RSU? Chi vorrà un docente sindacalizzato che "rompe le scatole"? Ci sono dirigenti che non vogliono questo sistema, perché temono ricorsi e i docenti saranno tutti sotto ricatto, già succede adesso per i semplici incarichi, figuriamoci quando in ballo ci saranno i contratti.

Ci sono altri punti critici nel ddl?

Il sistema metterà i docenti gli uni contro gli altri, si altereranno i rapporti, ci sarà un clima poco sereno perché si lavorerà mirando al tentativo di essere riconfermati piuttosto che a fare bene il lavoro, si perderà di vista l'essenziale. In alcune città dove c'è il rischio di lavorare in scuole realmente disagiate, diventa importante la sede e si farà di tutto per accaparrarsi i posti migliori.

Però ci saranno 100mila assunzioni, lei è coinvolto direttamente.

Il problema è che le hanno subordinate ad una medicina amara. Prima c'era in ballo l'abolizione degli scatti, adesso dobbiamo buttare giù la chiamata dei docenti. Invece di aumentare i diritti, qui ce li tagliano. La prossima generazione di docenti avrà meno diritti di chi è già in ruolo.

Secondo lei è un prezzo che i nuovi docenti vogliono pagare?

Qui non si tratta di rinunciare a qualche diritto, ma addirittura ad una totale subordinazione al dirigente. Non sto rinunciando a 50 euro in busta paga, il noassunto avrà una spada di damocle per tutta la vita. Alla fine non sarà disoccupato, ma la precarietà rimarrà per sempre, è una rinuncia pensante. E' una riforma che precarizza, è un altro tipo di male rispetto alla riforma Gelmini che ha lasciato a casa migliaia di supplenti.

Vi fermerete alla petizione?

Intanto la consegneremo a chi di dovere, poi cercheremo di sensibilizzare i politici. Il PD chiede ancora di inviare proposte, ma la realtà è che non c'è confronto, non sentono ragioni.

Li avete contattati?

Speriamo di avere un contatto diretto con la Giannini. Devono muoversi anche i sindacati.

I rappresentativi hanno organizzato uno sciopero delle attività aggiuntive …

A che serve? La gente comune che ne sa di cos'è una attivtà aggiuntiva.

Giorno 18 c'è una manifestazione e il 24 sciopero di UNICOBAS, ANIEF, USB e altre sigle.

Aspetto di vedere.

Cosa vorreste che facessero?

Innanzitutto che si muovessero tutti insieme, i docenti sono già tutti uniti. Ci vuole uno sciopero unitario, è il momento. Lo chiedono in tanti. Ai tempi della Gelmini ci fu uno sciopero che bloccò tutte le scuole e i docenti non erano proprio il suo elettorato. Il PD sta deludendo molti elettori. Il testo della petizione

Tutto sulla Buona scuola, con il testo del DDL

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