Il 60% alle immissioni in ruolo, i precari puntano i piedi. Graduatorie GaE e concorso 2016 vanno svuotate

di redazione
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I precari, rappresentati dal CNT (Coordinamento Nazionale TFA), CoNaVinCoS (Coordinamento Nazionale Vincitori Concorso Scuola 2016) e i docenti GaE vivono con apprensione gli incontri al Miur con i sindacati per la chiusura del contratto mobilità 2018 per il personale di ruolo.

Da una parte si prospetta infatti una nuova deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia di immissione in ruolo, dall’altro la conferma delle percentuali dello scorso anno per la distribuzione dei posti tra trasferimenti, passaggi di ruolo e/o di cattedra e immissioni in ruolo.

Si consideri che nel 2016 le immissioni in ruolo furono irrisorie a causa della mobilità su tutti i posti vacanti e disponibili, e solo lo scorso anno le graduatorie del concorso 2016 hanno cominciato ad essere scorse. Ma i problemi rimangono per quelle del centro sud, ancora con tantissimi aspiranti inseriti.

Ancora più grave il problema per le GaE e le graduatorie di merito di infanzia e primaria, per le quali le stime proiettano una durata quasi decennale, se si prendono come base le 49 assunzioni per infanzia-Sicilia su 494 vincitori o i 178 assunti per infanzia-Campania su 1604 vincitori. Inoltre si attende l’esito della Plenaria per la richiesta di inserimento dei diplomati magistrale che hanno presentato ricorso in GaE e le conseguenti decisioni politiche.

I precari si rivolgono ai sindacati, perché mantengano inalterate le percentuali per le nuove immissioni, n modo da dare stabilita’ a chi aspetta il ruolo da 10-15 anni o anche più.

“Una misura – affermano i docenti – che socialmente sarebbe apprezzabile e farebbe guadagnare un poco di fiducia verso un mondo sindacale troppo spesso lontano da chi nella scuola ci lavora da una vita”.

Una situazione che interessa da vicino anche i docenti che parteciperanno ai concorsi attesi per il 2018, e dunque i prossimi a riempire le graduatorie da cui attingere per il FIT/ruolo

Dall’altra parte la situazione dei docenti di ruolo, ingabbiati in province non scelte, secondo regole che sono mutate nel corso degli anni, con un algoritmo sconfessato nelle aule dei tribunali, qualche domanda dovrebbe porla anche al Ministero.

Prossimo incontro sulla mobilità previsto per il 7 dicembre 2017.

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