Il 56% dei laureati fa esperienza di tirocinio, nell’istruzione siamo all’83%

di Giulia Boffa
ipsef

GB – Un’indagine Almalaurea ha messo in evidenza che le esperienze di tirocinio aumentano del 12% la possibilità di assunzione.

Al primo posto ci sono i corsi di laurea in medicina, chimica e farmacia: otto laureati su dieci, secondo lo studio, si sono sperimentati fuori dalle aule universitarie prima della discussione di tesi, in linea con quanto auspicato dal ministro Carrozza su un curriculum di studi ma corredato da esperienze lavorative prima dei 25 anni.

GB – Un’indagine Almalaurea ha messo in evidenza che le esperienze di tirocinio aumentano del 12% la possibilità di assunzione.

Al primo posto ci sono i corsi di laurea in medicina, chimica e farmacia: otto laureati su dieci, secondo lo studio, si sono sperimentati fuori dalle aule universitarie prima della discussione di tesi, in linea con quanto auspicato dal ministro Carrozza su un curriculum di studi ma corredato da esperienze lavorative prima dei 25 anni.

Nel 2012, il totale degli laureati con una esperienza di stage ha toccato il 56%, con punte del 68% fra coloro che hanno fatto un percorso di laurea triennale che non hanno intenzione di iscriversi al biennio di magistrale. Nel 2004 si era fermi al 20%.

 Tra i corsi più attivi nell’organizzazione di tirocini, svettano le discipline mediche: il 97% delle esperienze è gestito dalla facoltà, contro il 3% di opportunità attivate in altra sede. Seguono chimica e farmaceutica (94%), geologia e biologia (92%), agraria e psicologia (90%).

Tra i gruppi disciplinari che producono più stagisti spiccano medicina (84 laureati su 100), chimica e farmacia (81%), agraria (77%) e discipline di area geo-biologica (73%), ma anche l’insegnamento con l’ 83%, ed educazione fisica con il 78%.

Chi ha meno occasione di frequentare stage sono gli studenti di giurisprudenza, ultimi per percentuali di stage effettuati (13 su 100), sono i terzi per intraprendenza: un laureato su quattro, il 27%, ha trovato e svolto un’attività lavorativa esterna alle offerte universitarie. Perccentuali simili si riscontrano nei  settori linguistico ed economico (28%) e letterario (24%).

 

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