50mila mascherine alle scuole mai utilizzate: “Che dobbiamo farcene, così è una follia”. Il caso di un comune dell’Umbria

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“Abbiamo cinquantamila mascherine mandate alle scuole dallo Stato mai utilizzate da smaltire. Che dobbiamo farcene?”. Così Andrea Guerrieri, assessore ai servizi sociali e alle politiche giovanili del Comune di San Giustino, in Umbria.

Per mesi le scuole hanno immagazzinato le mascherine che il governo ha continuato ad inviare, nonostante nessun alunno le indossasse. Sono le “mascherine mutanda”, chiamate così dai bambini perché poco conformi al volto dei ragazzini; troppo larghe per alcuni, per altri troppo strette, per molti maleodoranti.

Le lamentele sono arrivate da ogni parte: sui social, sui giornali, in televisione.

Così come segnala il Fatto Quotidiano, per alcuni mesi le famiglie hanno comprato ai figli mascherine chirurgiche in farmacia e hanno buttato quelle dello Stato. Il risultato è che pacchi da 500 dispositivi l’uno sono stati messi nei magazzini, negli scantinati o in spazi non utilizzati.

“Ora se dovremo buttare queste mascherine ci troveremo di fronte ad un’enorme sconfitta. Lo Stato ci costringe ad uno spreco di beni e di denaro pubblico allucinante. Non solo. Nessuno ha pensato al danno ecologico che si è fatto in questo modo. È una follia”, afferma l’assessore.

“Noi – dice Guerrieri – cercheremo fin all’ultimo una soluzione perché ci piange il cuore vedere buttati i soldi della gente, i soldi di ciascuno di noi”.

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