50mila firme contro l’ideologia gender e la carriera alias nelle scuole. “Non si tocca la Famiglia” e CitizenGo Italia incontrano Frassinetti: “Deriva pericolosa, il Ministero intervenga”

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Cinquantamila firme contro l’ideologia gender e la carriera alias nelle scuole. Sono state consegnate al sottosegretario all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, durante un incontro con il direttore di CitizenGo Italia, Matteo Fraioli, e con la presidente di Non si Tocca la Famiglia, Giusy D’Amico.

Questo primo incontro, a cui ne seguiranno altri, è stato richiesto dalle due associazioni per sollecitare il ministero e il governo ad intervenire con determinazione sulla preoccupante diffusione dell’ideologia gender nelle scuole e sull’emergenza dovuta al crescente numero di istituti scolastici che hanno introdotto illegalmente la carriera alias.

Oltre alle firme, raccolte con la petizione online “Fuori il gender dalle scuole” promossa da CitizenGo Italia e da Non si Tocca la Famiglia, durante l’incontro è stato anche consegnato al sottosegretario Frassinetti un documento predisposto da un gruppo di esperti in cui si dimostra giuridicamente l’illegalità della carriera alias.

Negli ultimi due anni, infatti, ben 131 istituti scolastici italiani hanno introdotto la carriera alias, permettendo a studenti e studentesse di scegliere la propria identità di genere, senza bisogno del consenso dei genitori e senza certificato medico.

“Tali iniziative sono illegali, ideologiche e pericolose!”, ha detto il direttore di CitizenGo Italia, Matteo Fraioli, al termine dell’incontro. “L’introduzione della carriera alias sulla base del principio di ‘fluidità del genere’ e di ‘inclusività’ può generare un disastro educativo nei confronti di tutto il corpo scolastico, inducendo i ragazzi e i bambini più fragili ad aumentare un’incertezza identitaria. La nostra petizione online è attiva da oltre un anno e, pur avendola presentata al precedente ministro Patrizio Bianchi, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ora ci attendiamo una chiara presa di posizione dal ministro Giuseppe Valditara, anche sul rispetto del primato educativo delle famiglie. La modalità con cui alcuni istituti aderiscono alla carriera alias è totalmente illegale e deve essere fermata al più presto!”.

Durante l’incontro, Non si Tocca la Famiglia ha invece presentato al sottosegretario Frassinetti i risultati di un recente convegno a Roma contro l’ideologia gender nelle scuole e anche il testo del Manifesto internazionale dell’Osservatorio La Petite Sirene per proteggere bambini e ragazzi dalla propaganda gender e per denunciare la medicalizzazione invasiva della transizione di genere nei minori.

“Questo Manifesto certifica, su base di scienza di diritto e di principi psicopedagogici, la deleteria narrazione unilaterale sull’identità di genere con le conseguenze gravissime già denunciate da diversi Paesi europei pionieri di linee educative che oggi stanno tornando indietro”, ha sottolineato la presidente di Non si Tocca la Famiglia, Giusy D’Amico.

“E’ giunto il momento di fermare questa deriva ideologica: è un imperativo di tutta la comunità educante tutelare la costruzione identitaria di migliaia di bambini e ragazzi nel pieno dell’età evolutiva e adolescenziale, che hanno il diritto a crescere senza questa pressione mediatica, culturale e politica legata all’autodeterminazione di genere. Non si può più aspettare!”.

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