500 euro: MIUR trattiene somme del bonus docenti

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Come è noto dal 19 dicembre nella nota applicazione ministeriale per l’utilizzo del bonus docenti si è verificato l’aggiornamento che ha determinato in alcuni casi la decurtazione del bonus per le spese considerate “inammissibili” risalenti all’anno scolastico 2015/2016.

Spese contestate spesso in modo del tutto informale. Si è verificato un gran pasticcio da parte di chi ha determinato questo bonus, vista anche l’assenza iniziale di indicazioni specifiche, di istruzioni tardive sulle modalità di rendicontazione vista anche l’assenza della carta in quanto tale, rilevato che si è passati dall’accredito nel cedolino all’applicazione informatica ancora vigente. Carta non pervenuta, come prevista dalla legge. Ci si è comportati all’italiana, tanto per cambiare.

Quali le spese inammissibili? I problemi sono emersi soprattutto con la rendicontazione, con interpretazioni che hanno comportato danni rilevanti, stante il fatto che ora, come regalo di natale,alcuni docenti hanno ricevuto la decurtazione del bonus, a chi è andata bene, perchè vi sono casi di chi ha già speso il tutto e dunque si troverà nella condizione di dover certamente restituire la somma percepita come contestata tramite specifico versamento. Ma nessuna fonte normativa primaria o vincolante ha mai definito in modo dettagliato come la rendicontazione doveva avvenire. Generico è il DPCM 23settembre 2015, o la circolare 12228 del 29 agosto 2016 e generiche sono le FAQ del MIUR. La circolare del 29 agosto 2016 cosa dice? “Le spese sostenute dai docenti destinatari del bonus di 500 per l’aggiornamento professionale si potranno rendicontare quest’anno fino al 15 ottobre prossimo. Lo prevede una nota esplicativa inviata oggi alle scuole che proroga il termine inizialmente fissato al 31 agosto per dare a insegnanti e scuole più tempo per mettere insieme documentazioni di spesa e dichiarazioni di rendicontazione. I docenti potranno presentare come documenti che provano le spese sostenute entro il 31 agosto: · lo scontrino fiscale; · la ricevuta fiscale; · la fattura; · la ricevuta di bonifico bancario; · il biglietto per la partecipazione agli eventi di cui all’articolo 4, comma 1 lettere d) ed e) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 settembre 2015. Può essere presentato un solo biglietto per evento. (…) La documentazione delle spese sostenute dovrà essere consegnata in originale o in copia dichiarata conforme all’originale all’Istituzione scolastica di ultima titolarità”.

Certamente ora si aprirà l’ennesimo contenzioso contro il Ministero. Visto che il pasticcio si è realizzato non per colpa dei docenti, visti gli interventi tardivi, le mille interpretazioni ed i vuoti anche normativi come sussistenti in materia, stante il fatto che in Italia siamo sempre dei geni a complicarci la vita, che altro aspettarsi? Un bonus diventato malus per tanti docenti che si son visti decurtare anche centinaia di euro pur avendo ottemperato in tanti casi le indicazioni ministeriali. Quanti sono i casi di decurtazione del bonus? Quali le spese contestate? Quali le modalità di rendicontazione contestate? Sulla base di quale interpretazione?

Carta docente

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