500 euro della Carta docente rubati da hacker e usati per comprare hardware su Amazon, testo denuncia. “Colleghi, controllate”

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Le hanno rubato i 500 euro della carta del docente e hanno speso su Amazon l’intero importo, appena accreditato con il nuovo anno scolastico. E’ questa la disavventura capitata a una professoressa in servizio in Calabria.

La docente, A. D. N., residente a Bianco, provincia di Reggio Calabria, e in servizio presso l’Istituto comprensivo di Platì, sempre nella Locride, ha fatto l’amara sorpresa nei giorni scorsi, durante la recente festività, mentre si accingeva a generare un buono per un acquisto. “La sorpresa – conferma la docente, che abbiamo raggiunto telefonicamente dopo che era stata dai Carabinieri della Stazione di Bianco per sporgere denuncia, e che ci ha chiesto l’anonimato – l’ho avuta quando stamattina quando ho cercato di scaricare il buono per acquistare un tablet. Risulta speso interamente su Amazon.eu in hardware il 22 novembre 2022. Sono davvero basita e triste”. E lancia una raccomandazione sul gruppo Facebook Professioneinsegnante: “Andate a controllare, colleghi, anche voi!”

Ma com’è possibile? Per accedere alla Carta del docente, così come succede su altre piattaforme della pubblica Amministrazione, serve lo Spid, che ha vari step di sicurezza. Ma secondo la sfortunata insegnante, gli step potrebbero essere stati violati uno dopo l’altro. La pubblicazione del fatto accaduto, sul gruppo, ha generato sconforto e preoccupazione tra i docenti intervenuti. Molti sottolineano la possibile fuga di dati personali che potrebbe essere avvenuta presso eventuali riparatori dei dispositivi, o il furto di dati possibilmente avvenuto presso negozi frequentati precedentemente e altro, circostanze che la docente esclude. Né la professoressa ha dei nomi di persone sospette che avrebbe potuto fornire al Carabinieri. Come se non bastasse, il dibattito creato in rete in poche ore ha portato allo scoperto l’ammissione di analoghe circostanze capitate ad altri colleghi: “ E’ capitato anche a me alla Feltrinelli – scrive il professor F. S. sul gruppo – Vado per produrre il buono corrispondente all’acquisto dei libri e… mi ritrovo con la carta docente prosciugata. Sono risultati acquisti on line di hardware su Amazon. Ho fatto anch’io denuncia”.

Molti invece sostengono l’improbabilità, se non l’impossibilità, che un terzo possa avere avuto un così facile accesso a un account personale della Carta del docente. “Probabilmente avrai aperto il profilo su un qualche dispositivo a disposizione di altri e non avrai fatto il logout”, le risponde una collega. Cosa che la docente derubata nega. E poi sarebbe davvero così facile prelevare le credenziali e le password dello Spid da un terminale lasciato in astratto privo di logout? E non lo sa il potenziale autore che l’avvenuto acquisto di un bene su una piattaforma come quella di Amazon con una carta altrui verrebbe subito identificato? Peraltro l’utilizzo del buono su Amazon richiede una preventiva conversione del buono ministeriale in buoni Amazon attraverso vari step che richiedono a propria volta l’utilizzo delle credenziali altrui. La professoressa intanto non si capacita: “Non si capisce se è stato un furto di identità dello Spid: ho cambiato adesso la password – racconta lei – O che siano riusciti a scavalcare lo step dello Spid riuscendo ad entrare senza chiedere autorizzazione”. Fatto sta che alle ore 19:11 dell’8 dicembre scorso la docente si è recata presso la Stazione dei Carabinieri di Bianco, dove risiede con la famiglia, e ha presentato denuncia contro ignoti nelle mani dell’agente di polizia giudiziaria di turno. Non dovrebbe essere difficile risalire alle circostanze dell’acquisto. Tuttavia, se nell’acquisto illecito fossero state utilizzate tutte le credenziali eventualmente sottratte della docente, risulterebbe, sul piano formale, che l’acquisto medesimo non sia stato fatto da estranei. Ma non è detto.

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