50% stipendio legato al merito, questo l’obiettivo del Governo

di redazione

E’ quanto fa trapelare l’ANSA relativamente all’obiettivo del Ministro Madia sulle quote stipendio legate alla produttività.

Secondo i dati della Ragioneria dello Stato, oggi (in tutto il pubblico impiego) la retribuzione accessoria non supera il 30%.

Si tratta di una medie, che viene diversamente declinata in base ai settori della pubblica amministrazione.

L’Aran, che rappresenta il governo nei tavoli, presto dovrebbe ricevere dalla ministra della P.a, Marianna Madia, il mandato ad aprire i negoziati per i rinnovi.

Stando alla media di tutto il personale (dirigente e non), al gradino più basso, con precisamente 3.266 euro, c’è la scuola, dove il salario accessorio rappresenta il 12% dell’intero stipendio. Seguono le regioni e gli enti locali con 5.313 (18%), i ministeri con 6.816 (23%), la sanità con 8.670 (22%), fino ai 26.904 della presidenza del Consiglio dei ministri (47%), passando per le agenzie fiscali (11.322, 32%).

C’è poi la produttività, voce che attualmente pesa meno del 30% sul totale dell’accessorio e che invece il governo vuole elevare a “quota prevalente” (oltre il 50%).

Non solo, fin qui si parla del pubblico impiego secondo la vecchia geografia (11 comparti), con la nuova tornata contrattuale, invece, l’assetto sarà quello scaturito dall’accordo della scorsa primavera (4 comparti). L’obiettivo non sarebbe un appiattimento completo, visto che alcune differenze si giustificano anche con il tipo di lavoro (basti pensare ai turni negli ospedali)

Secondo indiscrezioni, i testi della riforma che saranno presentati in CdM punteranno a premiare non tanto i singoli dipendenti, quanto le squadre, portando il salario accessorio al 50% del totale.

Non si sa ancora quale impatto avrà questa tendenza del Governo sul mondo della scuola e quale significato potrebbe assumere i premi per la “produttività” e la considerazione nella valutazione delle “squadre”.

La percentuale del 50% trapelata riguarda tutto il settore della PA. Bisognerà vedere cosa sarà deciso per la scuola.

Quella degli aumenti in base al merito è comunque punto presente nell’intesa del 30 aprile, spetterà ai sindacati, adesso, declinare insieme all’esecutivo questa volontà.

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