5 anni di riforma superiori. Senato: positivo taglio indirizzi, no a riduzione laboratori

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Dopo 5 anni di riforma Gelmini, la VII Commissione cultura al Senato fa un bilancio. Critiche al taglio dei laboratori e delle risorse che impoveriscono il POF, ma ci sono aspetti positivi.

Dopo 5 anni di riforma Gelmini, la VII Commissione cultura al Senato fa un bilancio. Critiche al taglio dei laboratori e delle risorse che impoveriscono il POF, ma ci sono aspetti positivi.

Aspetti negativi

Tra i punti di debolezza rilevati ci sono: il taglio delle ore settimanali di lezione, in particolare quelle destinate alle attività laboratoriali; la mancanza di nuove risorse e l’impoverimento di quelle ordinariamente destinate al finanziamento del piano dell’offerta formativa (POF); le residuali iniziative di formazione dei docenti e delle indispensabili azioni di accompagnamento del riordino, che hanno determinato non pochi problemi sia all’organizzazione del lavoro nella scuola sia allo svolgimento dell’attività didattica dei docenti.

Critiche anche all'applicazione degli assi culturali, contenuti nel decreto ministeriale n. 139 del 2007 che, sostenendo l’indirizzo europeo di una didattica maggiormente orientata verso le "competenze", indicava nella trasversalità di queste i processi di acquisizione sia dei saperi disciplinari sia di quei diritti di cittadinanza e di crescita sociale, culturale ed etica, necessari alle nuove generazioni non soltanto per inserirsi nel mondo del lavoro ma anche e soprattutto per l’esercizio consapevole e responsabile dei cosiddetti "diritti di cittadinanza".

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Aspetti positivi

Tra gli aspetti positivi rilevati la riduzione degli indirizzi di studio e, in alcuni casi, anche delle ore di lezione settimanali, nel tentativo di limitare la frammentazione dei percorsi e delle discipline per ciascun indirizzo. Anche se si rileva lo scarso utilizzo della quota 20% di autonomia oraria a disposizione delle scuole per modificare percorsi di studio, collegandoli maggiormente all’offerta formativa locale e al know how acquisito nel tempo dalle singole scuole.

Positivo l'avvio dei licei musicali e coreutici che, nonostante le carenze di risorse, hanno avuto un incremento costante (111 licei musicale e 35 coreutici) sul territorio nazionale seppur in modo disomogeneo nella loro distribuzione. Tra gli elementi da attenzionare, la disparità nell'attribuzione dell'organico per l'insegnamento delle discipline "esercitazione e interpretazione" Primo strumento e "Laboratorio di musica d'insieme". Il Senato chiede che vengano al più presto attivare le specifiche classi per le discipline musicali, in vista anche del concorso previsto per il 2015 dando adeguata attenzione al merito e non solo all'anzianità di servizio.

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