42 docenti di religione risarciti per “abuso di precariato”

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Il risarcimento per abuso dei contratti a tempo determinato spetta anche agli insegnanti precari di religione.

Il risarcimento per abuso dei contratti a tempo determinato spetta anche agli insegnanti precari di religione.

E' quanto ha stabilito il Giudice del Lavoro di Lecce, su un ricorso presentato da 42 precari di religione iscritti allo Snadir, in servizio su posti vacanti e disponibili.

Il ricorso era motivato dal fatto che per gli insegnanti di religione non esiste la graduatoria ad esaurimento, nè è stata trasformata ad esaurimento quella derivante dal concorso del 2004. Ne è derivata, secondo i ricorrenti , una discriminazione tra docenti in quanto a possibilità di immissioni in ruolo.

I ricorrenti avevano richiesto la trasformazione del contratto in a tempo indeterminato. Il Giudice del Lavoro ha invece dato seguito alla richiesta espressa in subordine, di risarcimento del danno, in quanto "le c.d supplenze annuali (incarichi annuali nel caso degli insegnanti di religione) per la copertura di posti vacanti e disponibili non possono considerarsi conformi alla clausola n. 5 punto 1 della direttiva comunitaria n. 199/70/CE proprio per la mancanza di tempi certi per l'espletamento delle suddette procedure concorsuali ".

Il risarcimento dovrà corrispondete ai "criteri di adeguatezza, proporzionalità e dissuasività rispetto al ricorso abusivo alla stipulazione di contratti di lavoro a termine".

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