36 ore, Reggi ritratta: chi lavora di più prenderà di più. 15 luglio proposta definitiva. Scuole aperte di pomeriggio e d’estate grazie ai privati

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red – Comunque l’orario di lavoro dovrà essere oggetto di revisione e contrattazione. Lo ha ribadito oggi i il Sottosegretario Reggi durante la trasmissione "Radio Anch’io". Intervenuto anche il segretario della UIL Di Menna: "rinnovare il contratto. "e non ci sono soldi si fanno parole, convegni e basta."

red – Comunque l’orario di lavoro dovrà essere oggetto di revisione e contrattazione. Lo ha ribadito oggi i il Sottosegretario Reggi durante la trasmissione "Radio Anch’io". Intervenuto anche il segretario della UIL Di Menna: "rinnovare il contratto. "e non ci sono soldi si fanno parole, convegni e basta."

Ieri vi abbiamo già dato un resoconto, in tempi record, delle parole del Sottosegretario Reggi sulla questione delle 36 ore. La platea di iscritti al PD era folta a Terrasini e tutti pronti alla contestazione contro la proposta di aumentare l’orario lavorativo dei docenti.

Il Sottosegretario ha dovuto fare un passo indietro, ha voluto precisare, interrogato dall’On Malpezzi, che la sua volontà è di valorizzare il lavoro che già i docenti svolgono e chiedere una adesione ad un aumento di ore lavorative, senza obblighi, fino ad un massimo di 36 ore. Le parole del Sottosegretari riportate dalla nostra redazione le trovi qui: 36 ore, niente di obbligatorio. Mai sognato di dire di aumentare tempo di insegnamento

Occasione per discutere dell’orario lavorativo dei docenti sarà il rinnovo del contratto, per il quale il Sottosegretario ha chiesto a docenti e sindacati di non irrigidirsi eccessivamente.

Ma il progetto di fondo resta, l’apertura delle scuole fino alle 22 e anche in estate.

Lo ha ribadito a Radio Anch’io. Eccovi una sintesi

Orario di lavoro dei docenti

"Nessuno ha mai parlato di 36 ore di insegnamento. – ha specificato Reggi a Radio Anch’io – Oltre alle ore di insegnamento i docenti preparano lezioni e fanno altre attività che potrebbero essere fatte a scuola o a casa".

"Ciò che è importante – ha continuato – è che la formazione deve essere obbligatoria per tutti. Dedicare settimanalmente un tempo per la formazione. Così come l’organizzazione della scuola. Ci sono le attività di recupero degli studenti, il tutoring dei tirocinanti, le attività che incrementano l’orario dei docenti"

Durante la trasmissione è intervenuto anche Massimo Di Menna, segretario UIL, che ha espresso incredulità e sgomento per la formulazione della proposta come riportata dal quotidiano "La Repubblica". "Non è ipotizzabile – ha detto – un’attività lavorativa aggiuntiva senza prevedere una retribuzione. Ma chiarito l’aspetto resta il problema principale: contratto bloccato da 5 anni e stipendi 8mila euro al di sotto della media europea". "Dobbiamo rinnovare il contratto, – ha concluso il segretario – se non ci sono risorse finanziarie in grado di affrontare il problema del lavoro aggiuntivo dei docenti si fanno parole, convegni e basta."

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La risposta del Sottosegretario chiarisce definitivamente la questione: "queste attività che devono essere fatte, hanno bisogno dei contributi degli insegnanti che devono essere valutati su anzianità e sull’impegno aggiuntivo."

Tempistica della riforma

"Parliamo di un cantiere – ha detto Reggi – che è partito, stiamo raccogliendo delle proposte che sottoporremo a Renzi e faremo una consultazione i tutto il paese sia online che andando  nelle sedi territoriali delle regioni, ascoltando i professionisti della scuola".

"Il 15 luglio – ha continuato – ci sarà un testo scritto, da presentare a Matteo Renzi e poi programmare la consultazione. Con questa proposta intendiamo aggiustare e migliorare la vita degli studenti, e migliorare la vita dei nostri insegnanti che sono stati esasperati da tagli e riduzione delle risorse"

Poi arriverà legge delega, che consentirà di avere tempo sufficiente per raccogliere le integrazioni provenienti dal basso.

Scuole aperte di pomeriggio e d’estate

Resta obiettivo l’apertura delle scuole tutto il giorno e tutto l’anno. Una scuola che, dice Reggi "interagisca con il quartiere, non soltanto durante le ore di lezione. Si possono fare varie attività ricreative, sportive etc…"

Sulla questione finanziaria (chi paga tutto ciò?), il Sottosegretario ha risposto al giornalista che in esperienze simili già avviate, "sono le stesse imprese, gli imprenditori, il mondo del volontariato che presta il proprio contributo, come persone che economico".

Le scuole, dunque, si autostengono. Ci sono "esperienze – ha detto Reggi  – di aperture di sabato ed domenica con i genitori che coordinano le altre associazioni e raccolgono anche fondi."

Ma è essenziale anche la stabilità di risorse e certezza per poter programmare. Quindi fondi pubblici, ma anche privati, con il pubblico che coordina anche interventi di privati.

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