36 ore, oggi sit-in Unicobas, domani FLCGIL. Si allarga il fronte del No

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red – Non è ancora una proposta definitiva, ma un’idea,  una base sulla quale discutere, ma la scuola, memore delle disavventure al tempo di Monti, si organizza preventivamente per mettere dei paletti.

red – Non è ancora una proposta definitiva, ma un’idea,  una base sulla quale discutere, ma la scuola, memore delle disavventure al tempo di Monti, si organizza preventivamente per mettere dei paletti.

La proposta di Reggi di aumentare a 36 le ore lavorative dei docenti, di tenere le scuole aperte fino alle 22 e d’estate, di chiudere le graduatorie d’istituto all’avvio del nuovo sistema di reclutamento, di avviare un sistema meritocratico, non è ancora una proposta ufficiale, ma (come ha chiarito lo stesso Sottosegretario) una base sulla quale discutere.

Ed alcuni sindacati hanno deciso di discutere la questione protestando, a partire da oggi. L’Uncobas, alle 14, sarà, infatti, in piazza perché le smentite di Reggi non li hanno conviti e sono certi che lo scopo di queste riforme è il risparmio.

Unicobas che ha rivolto l’appello a tutti i sindacati. Tra essi ha risposto la FLCGIL che domani protesterà in piazza Montecitorio: "prima tappa di una stagione di proteste", fanno sapere.

Tra le categorie più attive, sicuramente i docenti precari, che in tutta questa storia sono coloro che rischiano di più, se saranno date ai docenti di ruolo le supplenze e si taglieranno le Graduatorie d’istituto.

Così, si moltiplicano gli incontri e le assemblee. Non ultima quella di giorno 10 a Napoli che ha visto i precari riunirsi e affrontare svariati problemi. Ad esempio contro lo scorrimento delle graduatorie del concorso oltre i posti messi a bando, contro lo spauracchio delle 36 ore, la soppressione delle GI, l’attribuzione di poteri eccezionali ai Dirigenti per la valutazione dei docenti, la riduzione di un anno del percorso scolastico. Insomma, un’opposizione a 360 gradi.

Oggi, tra l’altro, è previsto anche un incontro tra i docenti di Genova, alle ore 17. Un’assemblea pubblica durante la quale discutere delle proposte del Governo. Oltre agli argomenti elencati sopra, si discuterà anche del blocco contrattuale e dell’Invalsi come strumento di valutazione degli studenti.

Sul fronte politico, è il Movimento 5 stelle a prendere posizione, contro un eventuale aumento delle ore lavorative senza adeguata retribuzione e contro la cancellazione delle GI. Vedi: Trasformare graduatorie d’istituto in graduatorie provinciali e avviare organico funzionale– No aumento orario di lavoro senza adeguata retribuzione

Non sono mancate, d’altro canto, delle prese di posizione a favore della proposta di Reggi. Ad esempio il Partito Democratico valdostano ha chiaramente fatto sapere di essere favorevole e che, invece, non ritiene accettabile "l’immediata levata di scudi di una sigla sindacale (il riferimento è alla FLCGIL) contro questa proposta di differenziazione del trattamento economico dei docenti, e la cieca difesa dell’attuale orario di lavoro come un baluardo".

Insomma, non si può dire certo che in estate la scuola riposi. E se tanto movimento si sta sviluppando solo su parole, figuriamoci quest’autunno, quando dalle parole si passerà ai fatti.

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