Dal MOF 300 milioni in più per aumento stipendi, Marattin contrario: “Differenziare retribuzione dei docenti in base alla valutazione e l’impegno in zone particolari”

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Non tutti sono d’accordo con la mossa di spostare i 300 milioni previsti per il MOF al contratto scuola, allo scopo di rimpinguare le casse che dovrebbero aumentare gli stipendi dei docenti. Luigi Marattin di Italia Viva è uno di questi.

Su Twitter, Marattin scrive: “Non esiste persona razionale che possa contestare che lo stipendio dei docenti italiani sia più basso rispetto ad altri paesi europei. E io faccio parte di coloro che pensano che sia giusto alzare il livello per tutti. Tuttavia, e da sempre, sono anche convinto che occorra differenziare gli stipendi a seconda della valutazione e dell’impegno in zone particolari del paese. Proprio come diceva il programma del Terzo Polo, e proprio come faceva quel fondo che ora invece i sindacati vogliono svuotare per distribuirli a pioggia“.

Il presidente uscente Commissione Finanze alla Camera ricorda che “la Legge di Bilancio 2018 istituì un fondo – con una dotazione per il momento simbolica – per valorizzare la professionalità dei docenti: era destinato, nelle intenzioni, a premiare i docenti che garantiscono continuità didattica e lavorano nelle scuole più difficili“.

Per “scuole più difficili”  – evidenzia – si intendono quelle in territori con condizioni socio-economiche peggiori e più alti tassi di dispersione. Rispondeva alla logica, insomma, di investire di più dove c’è più bisogno di una scuola pubblica efficiente e inclusiva. La Legge di Bilancio 2022 ha decuplicato le risorse presenti nel fondo, portandole a 300 milioni. E il ministro Bianchi si stava apprestando, con decreto ministeriale, a iniziare a distribuirli. Ma è lì, come accade da decenni, che casca l’asino“. 

Arrivano i sindacati – prosegue Martin – e pretendono che, invece, quei 300 milioni vadano ad aggiungersi alle risorse (2,17 mld) previste per il rinnovo del contratto nazionale della scuola. In altre parole, con ogni probabilità, pretendono che vadano distribuiti a pioggia. Dopo qualche resistenza, il Ministero dell’Istruzione ha ceduto. E ora la decisione finale spetta al Ministero dell’Economia. Io credo che questa decisione sia profondamente sbagliata“.

Se proprio servono altri 300 milioni – oltre ai 2,17 mld – si possono facilmente trovare nella prossima legge di bilancio. Ma svuotare quel fondo è un brutto segnale per chi crede che la scuola sia troppo importante per lasciarla nelle mani di chi non vuole cambiare nulla“, conclude Marattin.

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