30 anni dalle stragi di mafia, Sasso: “La scuola fu artefice della riscossa civile, preservare e trasmettere gli insegnamenti di Falcone e Borsellino”

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“Anche a distanza di 30 anni l’Italia non dimentica il sacrificio del giudice Giovanni Falcone, straordinario protagonista della lotta alla mafia e indimenticabile esempio di rettitudine, attaccamento alle Istituzioni, passione civile”

Lo scrive su Facebook il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso

“Con lui, nella strage di Capaci, morirono sua moglie Francesca Morvillo, magistrato anche lei, e gli uomini della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Nei terribili mesi in cui lo Stato sembrò sull’orlo della capitolazione di fronte all’attacco feroce della criminalità organizzata, le forze migliori del Paese seppero contrapporre alla barbarie la forza e la solidità dei valori democratici. Il mondo della scuola fu tra gli artefici di quella riscossa civile e, ancora oggi, rappresenta il luogo ideale in cui preservare e trasmettere la memoria e gli insegnamenti di Giovanni Falcone, il rispetto della legalità, il ripudio per qualsiasi forma di violenza e sopraffazione”. 

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A luglio, in tutta Italia, partecipa ai nuovi “Workshop formativi: pensare da dirigente scolastico” organizzati da Eurosofia