30 anni dalle stragi di mafia, Bianchi: “Educazione alla legalità deve essere il perno della nostra scuola”

WhatsApp
Telegram

“Gli attentati di mafia avevano un valore terroristico perché volevano terrorizzare il Paese e portarci più indietro, farci abbandonare i nostri valori fondanti. E allora l’educazione alla legalità deve essere il perno della nostra scuola, è il perno”.

Così il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, intervenendo alla conferenza stampa della Rai per la Giornata della Legalità nel trentennale delle stragi di Capaci e Via D’Amelio.

Bianchi ha, quindi, ringraziato il costante lavoro portato avanti nelle scuole dalla sorella del magistrato ucciso dalla mafia il 23 maggio del 1992 a Capaci, Giovanni Falcone. “Il mio grazie a Maria Falcone. Un lavoro doloroso il suo, perché è un lavoro sulla memoria. Grazie per tutti quei ragazzi che oggi si sentono parte di questo paese, che sentono che c’è un Paese che va dalle Alpi fino alle nostre isole in mezzo al Mediterraneo. E questo ancor di più in questi giorni in cui i ragazzi per la prima volta hanno sentito soffiare venti di guerra. Venti che hanno carattere terroristico perché puntano a terrorizzare le persone. E allora bisogna dire ai nostri ragazzi che noi siamo con loro. Il valore fondante degli adulti per i ragazzi è importante. I giovani – ha osservato il ministro – vanno messi al centro, ma noi adulti non dobbiamo essere da una parte perché i ragazzi hanno bisogno di adulti responsabili e queste manifestazioni ricordano che siamo responsabili non solo del futuro dei ragazzi ma del nostro perché coincidono”.

“A tutti coloro che quel giorno, il 23 maggio 1992, non c’erano, dobbiamo raccontare cosa è successo. Negli ultimi 30 anni abbiamo avuto bambini che sono diventati ragazzi, adolescenti, uomini e donne, genitori e con la loro fortuna anche nonni. Anche loro devono saperlo che quelle morti sono state morti che hanno consolidato il nostro senso di legalità, il nostro senso di appartenenza responsabile. La scuola ha molti problemi – ha detto Bianchi – ma in questi anni si è mossa molto. Le scuole sono molto più vive di come noi le presentiamo. E ha ragione la professoressa Falcone: le scuole hanno voluto sapere, hanno voluto partecipare, hanno voluto fare i famosi lenzuoli che abbiamo steso in tutta Italia in ricordo. Ricordo, nel senso etimologico della parola, vuol dire tenere sul cuore. E noi abbiamo bisogno di una scuola che abbia più capacità di tenere sul cuore. Stiamo facendo delle riforme – ha concludo Bianchi – ma la riforma vera è la riforma della nostra capacità collettiva di sentirci popolo. E le tragedie sono servite anche a questo”.

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur