3 giorni di permesso retribuiti anche per i supplenti. Interpretazione ARAN e contratto

WhatsApp
Telegram

L’art 15/2 del CCNL/2007 prevede che il personale a tempo indeterminato ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione.

Tali permessi spettano anche al personale a tempo determinato?

Nel 2011 l’ARAN In un Orientamento applicativo (SCU -034 1/8/2011) affermava che al personale assunto a tempo determinato si applicano gli stessi istituti contrattuali previsti per quello assunto a tempo indeterminato. E’, pertanto, possibile, scrive l’ARAN, la fruizione dei giorni di permesso di cui all’art. 15, comma 2, del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, sempre che ricorrano i due presupposti richiesti dal su citato articolo :

1.  il non aver usufruito nell’anno scolastico dei permessi di cui trattasi;

2.   l’esistenza delle necessità personali o familiari in base alle quali viene effettuata la richiesta.

In tale Orientamento non si faceva però nessun riferimento al numero di giorni fruibili né tanto meno alla retribuzione (anche se sarebbe stato utile a nostro avviso che si precisasse per non creare confusione).

Recentemente la stessa agenzia è ritornata sull’argomento e in una risposta (a nostro avviso un po’ ambigua) ad una scuola per analogo quesito ha precisato che anche al personale a tempo determinato spettano i permessi di cui all’art 15/2.

Anche in questa risposta però non si fa nessuna distinzione di numero di giorni o di retribuzione, anzi si farebbe intendere, per come la risposta è stata formulata, che la stessa clausola contrattuale vada applicata allo stesso modo anche per il personale a tempo determinato ovvero che l’art 15/2 vada applicato a quest’ultimo personale anche per quanto riguarda l’intera retribuzione il numero dei giorni (3) a disposizione.

A supporto della risposta l’ARAN cita l’art. 19 del CCNL/2007 in cui è specificato al comma 1 che

Al personale assunto a tempo determinato , al personale di cui all’art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988 (cfr. nota n. 17) e al personale non licenziabile di cui agli artt. 43 e 44 della legge 20 maggio 1982 n. 270, si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato .

Tocca a noi però ricordare che l’art. 19 del CCNL/2007 non termina affatto con la parola “ indeterminato ” ma così prosegue:

indeterminato… con le precisazioni di cui ai seguenti commi.

E uno dei commi, il 7, recita testualmente:

Al personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo determinato, ivi compreso quello di cui al precedente comma 5 [docenti di religione] , sono concessi permessi non retribuiti , per la partecipazione a concorsi od esami, nel limite di otto giorni complessivi per anno scolastico, ivi compresi quelli eventualmente richiesti per il viaggio. Sono, inoltre, attribuiti permessi non retribuiti, fino ad un massimo di sei giorni, per i motivi previsti dall’art.15, comma 2.

Pertanto, il riferimento al comma 15/2 è solo relativo ai motivi e alla giustificazione/autocertificazione dei permessi, ovvero che anche il personale a tempo determinato ha diritto a richiedere dei giorni per i motivi di cui all’art 15/2 (quindi per motivi personali e familiari), ma che tali giorni non sono 3 come per il personale a tempo indeterminato e oltretutto non sono retribuiti.

In conclusione, nella risposta data alla scuola l’ARAN fa una parziale lettura della clausola contrattuale anticipando, questo è quello che noi speriamo, ciò che dovrà forse contenere il nuovo CCNL ovvero una equiparazione tra il personale a tempo determinato e quello a tempo indeterminato.

Ma per ora (purtroppo) non è così.

WhatsApp
Telegram

TFA sostegno VII ciclo, ecco il bando. Corso di preparazione: proroga prezzo scontato 120 euro al 31 maggio