25 aprile, niente ‘Bella Ciao’ suonata dagli studenti. Il sindaco: “Canzone divisiva”. E la scuola ritira la propria partecipazione alle celebrazioni

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Ancora una volta ‘Bella Ciao’ finisce nell’occhio del ciclone. E ancora una volta la questione tocca la scuola. Stavolta la polemica si svolge nel mantovano, a Medole, dove il sindaco ha vietato l’esecuzione dell’antico canto partigiano che avrebbero dovuto suonare gli studenti delle scuole medie dell’istituto comprensivo in occasione del 25 aprile.

La vicenda, raccontata dalla Gazzetta di Mantova e riportata da La Repubblica, inizia qualche tempo fa, quando l’amministrazione comunale chiede all’Istituto comprensivo di partecipare alle celebrazioni della Festa della Liberazione. La scuola aderisce inizialmente con tutti gli alunni di infanzia, primaria e medie, poi soltanto con i 140 alunni delle medie.

Ma quando il Comune ha chiesto alla scuola il programma delle esibizioni, si è scoperto, appunto, che i ragazzini avrebbero suonato con la melodica l’Inno di Mameli e Bella ciao. Se per il sindaco non ci sono stati problemi con il primo brano, per il secondo subito obiezioni: “Troppo divisivo”, ha detto il primo cittadino.

“I ragazzini di prima avrebbero suonato Bella ciao, i più grandi – che hanno avuto più tempo per prepararsi – avrebbero suonato e cantato l’Inno di Mameli”, ha spiegato alla Gazzetta di Mantova il professore di musica Paolo De Angelis.

Ma lo stop del sindaco ha portato l’istituto a ritirare la partecipazione, annunciando che i ragazzi suoneranno Bella ciao a scuola, il 26 aprile.

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